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TRANSAZIONE TFA BOND ARGENTINA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 23 Maggio 2016 09:06

Ricordiamo a coloro che hanno aderito a suo tempo all'iniziativa della Task Force Argentina (TFA) per l'arbitrato internazionale, ad attivarsi presso la propria banca dove sono depositati i bond originari, al fine di aderire alla transazione stipulata in data 21 aprile 2016 per il rimborso di una parte del capitale investito.
Maggiori informazioni sono rinvenibili sul sito della TFA.
Il modulo di adesione va sottoscritto entro e non oltre il 10 giugno 2016.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Maggio 2016 09:09
 
COME PRESENTARE ISTANZA INDENNIZZO AL FONDO DI SOLIDARIETA' PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 16 Maggio 2016 12:44

Il Decreto Legge 3.5.2016 n. 59 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.102 ha emanato le istruzioni per la procedura di indennizzo che gli investitori dovranno seguire per presentare la domanda al Fondo di Solidarietà entro 4 mesi.

L'istanza è complicata ed occorre verificare i requisiti, e  inserire diversi dati e documenti.

La nostra Associazione ha già pronto un facsimile che metterà a disposizione dei propri associati, anche per agevolarli nella ricerca dei Codici ISIN degli strumenti subordinati in oggetto azzerati per le quattro banche, e per valutare le alternative.

Ricordiamo che occorrono alcuni documenti da allegare e dichiarazioni a pena di inammissibilità della domanda di indennizzo. Consigliamo di verificare se ne siete in possesso. Diversamente occorrerà richiederli alla nuova banca, e al proprio commercialista o CAF con urgenza.

Detti documenti  sono:

Copia contratto acquisto strumenti finanziari subordinati azzerati (acquistati entro il 12.6.2014 e detenuti al 31.12.2015)

Copia note di eseguito dell'investimento con una delle quattro banche

Copia dichiarazione consistenza del proprio patrimonio con valore inferiore a Euro 100.000 al 31.12.2015.

Copia dichiarazione reddito inferiore a 35.000 per il 2015 (persone fisiche o piccolo imprenditore o impresa agricola o coltivatore diretto)

Ricordiamo anche che occorre avere fatto la lettera di reclamo con la richiesta di pagamento delle somme investite alla vecchia banca in liquidazione

Siamo a disposizione per aiutarvi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 12:53
 
NULLO CONTRATTO QUADRO SENZA FIRMA DI ENTRAMBE LE PARTI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 12 Maggio 2016 12:05

Importante conferma della Corte di legittimità in materia di investimenti.

Nonostante alcune pronunce negative di qualche Tribunale (compreso quello meneghino) la Suprema Corte ha confermato la correttezza della tesi portata avanti dai legali di ADUSBEF secondo la quale per la validità del Contratto Quadro relativo ai servizi finanziari offerti ai clienti non professionali, occorre anche la sottoscrizione della banca o dell' intermediario.

Pertanto coloro che hanno tempestivamente inviato reclamo alla banca chiedendo copia del contratto di negoziazione e non l'hanno ricevuta, potranno riprendere la vertenza per essere indennizzati delle perdite subite per un investimento non coperto dal suddetto contratto non firmato.

Così Corte di Cassazione Civile, Sezione I 24 marzo 2016, n. 5919. Pres.A. Nappi - Relatore M. Di Marzio. Sentenza reperibile sulla rivista web www.ilcaso.it


Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Maggio 2016 12:06
 
DECRETO INDENNIZZI: UNA CIOFECA ! PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 05 Maggio 2016 18:06

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che prevede, tra l'altro gli indennizzi ai risparmiatori rimasti vittime delle quattro banche.

Il provvedimento prevede adempimenti assurdi, come per esempio quello di dover presentare la domanda di indennizzo al Fondo di solidarietà entro 4 mesi pena la decadenza”. Una “roulette russa a danno dei risparmiatori”. “Umilianti gironi infernali”. “Pressione inaccettabile”. Sono i commenti delle associazioni consumatori.

Il testo prevede, l’indennizzo automatico dell’80% dell’investimento a chi ha i requisiti, che consistono nell’aver acquistato i bond entro il 12 giugno 2014 “nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca in liquidazione che li ha emessi”, quindi non sul mercato secondario, e avere un reddito lordo sotto i 35mila euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100mila euro, nel quale però va calcolato anche il corrispettivo pagato per le obbligazioni subordinate al netto delle spese per l’acquisto.

Chi rientra in questi paletti avrà quattro mesi dalla data di conversione del decreto, che va approvato in via definitiva entro il 2 luglio, per presentare la domanda al Fondo interbancario finanziato dal sistema creditizio, che gestisce il Fondo di solidarietà (quindi ci sarà ancora da aspettare).

Restano fuori sicuramente 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati.

L’istanza andrà accompagnata con il contratto di acquisto dei bond, i moduli di sottoscrizione o di ordine di acquisto, l’attestazione degli ordini eseguiti, copia della “richiesta di pagamento del credito relativo agli strumenti subordinati” e una “dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare”, “ovvero sull’ammontare del reddito Irpef”, con “espressa dichiarazione di consapevolezza delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti”.

Una volta verificati i documenti la somma dovuta sarà liquidata entro 60 giorni dalla richiesta. Di conseguenza i soldi inizieranno ad arrivare sui conti correnti non prima di dicembre.

Il Fondo di solidarietà, si legge nel decreto, sarà alimentato “sulla base delle esigenze finanziarie” in base all’esito delle procedure automatiche e degli arbitrati: salta quindi il tetto di 100 milioni e il sistema bancario dovrà versare tutte le risorse necessarie.

Attenzione però perchè  l’80% del patrimonio azzerato ‘iniziale’ significa il corrispettivo pagato al netto delle spese per l’acquisto ma anche al netto della differenza tra il rendimento dei bond alla data di sottoscrizione e quello di mercato di un Buono del tesoro poliennale in corso di emissione di durata finanziaria equivalente, considerando anche “gli anni e frazioni di anno” in cui sono state detenute le obbligazioni.

Chiedere il rimborso automatico esclude la possibilità di ricorrere all’arbitro e viceversa. Per chi preferisce questa seconda opzione i tempi restano avvolti nell’incertezza, perché manca ancora il decreto ministeriale e il Dpcm che in base alla legge di Stabilità devono fissare definitivamente le regole per la procedura arbitrale che - lo ricordiamo - sarà affidata all'ANAC (Ente Nazionale Anti Corruzione).

Consigliamo i nostri utenti di verificare subito la documentazione bancaria in loro possesso per l'acquisto dei titoli; e se non hanno tutto quello che è previsto dal decreto per presentare quando verrà il momento la domanda per l'indennizzo o per l'arbitrato, di attivarsi subito a farne richiesta alla nuova banca subentrata a quella in default.

La nostra associazione è a disposizione per qualsiasi chiarimento e per l'assistenza necessaria a prendere le decisioni migliori.

ADUSBEF non può mancare di sottolineare come questo decreto sia assolutamente  insufficiente e discriminatorio dei diritti degli investitori che non erano informati sui rischi e ora si trovano tutti gli oneri a loro carico anche per presentare la domanda di indennizzo con dei limiti molto ristretti.

In allegato è scaricabile l'intero provvedimento pubblicato.

Allegati:
Scarica questo file (decreto-legge_3_maggio_2016_n._59.pdf)DECRETO G.U.
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2016 18:15
 
SCOPERTO NUOVO TRUCCHETTO DELLE BANCHE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 05 Maggio 2016 09:27

SCOPERTO NUOVO TRUCCHETTO DELLE BANCHE PER FAR PAGARE PIU INTERESSI DEL DOVUTO: NONOSTANTE L'EURIBOR SIA NEGATIVO MOLTE BANCHE PARTONO A CALCOLARE LO SPREAD DA ZERO MENTRE SE FOSSE CALCOLATO DALL'ERIBOR EFFETTIVO GLI INTERESSI SAREBBERO MINORI

LA BANCA D'ITALIA HA GIA' RICEVUTO LE SEGNALAZIONI ED E' INTERVENUTA "RACCOMANDANDO" PIU' CORRETTEZZA E TRASPARENZA.

IN ALLEGATO TROVATE  UN FACSIMILE CHE CHI HA UN MUTUO A TASSO VARIABILE PUO' INVIARE ALLA PROPRIA BANCA. ALTRA COPIA VA INVIATA PER CONOSCENZA A NOI  UNITAMENTE ALL'ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE COSI' ORGANIZZEREMO LE AZIONI OPPORTUNE.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2016 09:27
 
INDENNIZZI QUATTRO BANCHE IN DEFAULT PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 03 Maggio 2016 10:24

Il Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016 ,ha approvato il decreto legge che reca disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione.

Il decreto legge dispone misure per il rimborso degli investitori nelle quattro banche poste in risoluzione nel novembre 2015 (Banca Etruria, Carichieti, Carife, Banca Marche), misure a sostegno delle imprese e misure di accelerazione delle attività di recupero crediti.

E' stata congegnata una procedura basata su due sistemi:

- un indennizzo automatico
- un arbitrato.

Per l'indennizzo diretto Il decreto prevedo lo sbarramento per l'acquisto delle obbligazioni al 12 giugno 2014 ( data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea della Direttiva per il risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie (BRRD) da parte delle istituzioni dell’Unione europea.

Coloro che hanno investito in obbligazioni successivamente a tale data possono accedere solo alla procedura arbitrale prevista dalla legge di stabilità per il 2016 presso l'ANAC (Autorità Anticorruzione) di Roma.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2016 18:10
 
ARBITRATO ICSID - ARGENTINA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 22 Aprile 2016 13:55

Informiamo che è' stato siglato l'accordo finale per i circa 50.000 italiani rappresentati dalla TFA nel ricorso arbitrale ICSID e detentori di bond argentini in default dal 2001.

L'intesa firmata a New York conferma il pagamento in contanti pari al 150% dell'importo nominale originario di tali obbligazioni entro fine giugno per circa 1,35 miliardi di dollari. Il via libera ufficiale è arrivato dopo la sentenza della Corte di Appello di New York che ha revocato le ultime restrizioni verso lo stato sudamericano permettendo all'Argentina di tornare a finanziarsi sul mercato dei capitali dopo 15 anni recuperando così le risorse per pagare i propri creditori. 

Ricordiamo che l'accordo interessa coloro che hanno ancora i bond argentini e non hanno aderito alle precedenti offerte di ristrutturazione.

Le formalità per il pagamento dovrebbero essere attuate tramite le banche depositarie dei bond dei propri clienti. L'iter di completamento non dovrebbe essere lunghissimo, ma ci vorrà sicuramente qualche mese. I clienti interessati dovrebbero ricevere una comunicazione apposita.

La nostra associazione è a disposizione per ogni chiarimento.

Consulenze riservate agli iscritti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Aprile 2016 13:55
 
VENETO BANCA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 12 Aprile 2016 18:08

Con comunicato stampa dell' 8 aprile 2016 ha preannunciato di voler avviare una procedura di conciliazione paritetica con le Associazioni dei Consumatori per cercare di trovare una soluzione alle controversie con coloro che hanno investito nelle sue obbligazioni e azioni.

Invitiamo coloro che hanno investito nei titoli di questa banca a mettersi al più presto in contatto con la nostra Associazione per le opportune valutazioni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Aprile 2016 19:24
 
Campagna tutela possessori Buoni Postali Fruttiferi serie N, O, P PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 29 Febbraio 2016 16:30

Caro Lettore,


ti informiamo che la nostra Associazione sta promuovendo vertenze giudiziali per far ottenere il corretto importo promesso da Poste Italiane ai risparmiatori che avevano sottoscritto i Buoni Postali Fruttiferi serie N, O e P; cioè i buoni anteriori al famigerato Decreto Ministeriale del 1986 che ha modificato i tassi degli interessi diminuendoli, e Poste non aveva avvisato nessuno. L'importo corretto è quello stabilito a retro del titolo.

Dato l'interesse che ADUSBEF ripone in questa campagna per fare giustizia di questa "truffa di stato" nell'interesse collettivo, precisiamo che abbiamo convenuto con i legali convenzionati con la nostra Associazione che non esporranno oneri per i consumatori che aderiranno all'iniziativa se non a risultato positivo ottenuto; quindi saranno dovute come anticipazioni solo le spese vive (in buona sostanza spese per la mediazione, marche da bollo). In poche parole il nostro associato avrà l'avvocato gratis.

L'iniziativa, volta a recuperare la differenza sugli interessi che Poste non riconosce, è valida anche per coloro che hanno già incassato i titoli, purchè siano in possesso della ricevuta di incasso e della copia del Buono Postale Fruttifero fronte/retro. E l'incasso sia avvenuto meno di dieci anni fa (cioè entro il termine di prescrizione).

Può agire  il contitolare del buono, anche se l'altro è deceduto.

Per qualsiasi ulteriore informazione scriveteci o telefonate.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2016 14:45
 
NOVITA' SULL'ANATOCISMO BANCARIO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 12 Aprile 2016 12:30

Dopo tante battaglie contro la prassi bancaria di capitalizzazione degli interessi passivi al cliente in barba al divieto di cui all'art. 1283 c.c. il nostro legislatore - che è sempre molto attento alle esigenze dei poteri forti ma poco per quelle della parte debole del rapporto - con  il decreto Salva Banche approvato in questo mese di aprile 2016 ha mischiato nuovamente le carte.

Apparentemente viene dichiarato illegittimo, ma poi ci sono da verificare una serie di  novità sul divieto ed eccezioni.

Ecco cosa dicono le nuove norme. Gli interessi (attivi e passivi) possono essere calcolati una sola volta all’anno, ovvero al 31 dicembre oppure nel momento in cui si chiude il rapporto tra il cliente e la banca. Già questa è una grossa novità perché, come abbiamo visto prima, gli istituti di credito solitamente conteggiavano gli interessi ogni trimestre.

La nuova legge inoltre stabilisce che gli interessi debitori maturati non possono generare ulteriori interessi e vengono calcolati esclusivamente sul capitale. In altre parole: divieto di anatocismo. Ma la legge prevede alcune eccezioni per questo divieto e, purtroppo, non si tratta di casi così rari.

L’applicazione dell’anatocismo è ancora legittima in caso di interessi moratori, ovvero quelli che vengono calcolati quando il cliente è in ritardo sui pagamenti. L’anatocismo può sembrare una sorta di sanzione che va ad aggiungersi ai normali interessi moratori che già di per sé sono superiori rispetto ai normali interessi corrispettivi. In ogni caso anche il conteggio degli interessi moratori avviene una sola volta all’anno. L’applicazione dell’anatocismo è ancora legittima anche sugli interessi legati alle aperture di credito in conto corrente e allo sconfinamento.

Nei casi di eccezione che abbiamo appena visto gli interessi vengono conteggiati al 31/12 e diventano esigibili il primo marzo dell’anno successivo a quello di maturazione (sono immediatamente esigibili quelli dovuti in caso di estinzione del rapporto tra banca e cliente); il cliente può autorizzarne l’addebito sul conto nel momento in cui diventano esigibili: l’addebito viene considerato come un aumento del capitale finanziato e per questo contribuiscono alla produzione dei nuovi interessi.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Aprile 2016 12:40
 
MEDIAZIONE TRIBUTARIA. PERCHE' QUALCHE VOLTA CONVIENE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 24 Marzo 2016 19:17

Con la riforma delle sanzioni tributarie il reclamo o la proposta di mediazione tributaria (istanza di mediazione tributaria) diventano più convenienti, infatti le sanzioni passano dal 40 al 35 % del minimo di legge. Inoltre nessuna sanzione o interesse per quanto concerne le somme dovute per contributi previdenziali e assistenziali.
L’applicazione della sanzione al 35 % del minimo viene applicata a partire dal 1° Gennaio 2016, anche se le mediazioni sono relative a atti o ricorsi notificati in un momento precedente(mediazione tributaria 2015); al contrario sanzioni al 40 % per le mediazioni perfezionate al primo Gennaio 2016. La mediazione viene perfezionata anche dopo che è entrato in vigore il D. Lgs 156/2015 attraverso il pagamento integrale di quanto dovuto (o solo della prima rata) entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione.
Il versamento dell’importo dovuto può essere effettuato attraverso pagamento rateale con un massimo di 8 rate trimestrali (per reclamo e mediazione tributaria). Il numero delle rate potrebbe essere incrementato anche a 16 per importi superiori a 50 mila euro, tuttavia la norma della mediazione è valida esclusivamente per pratiche con una maggiore imposta accertata non superiore a 20 mila euro. La scadenza per il pagamento delle rate successive alla prima è fissata entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre in base alle modifiche apportate dalle nuove norme in materia.
Ovviamente anche questa soluzione deve essere attentamente valutata, meglio se da un professionista.
Ricordiamo ai nostri utenti che esiste anche la possibilità di rateizzare.
Qualora il contribuente decida di rateizzare l’importo da versare al fisco è prevista l’applicazione dell’istituto del ravvedimento operoso così come disposto dall’art. 13 D. Lgs 472/97. Il ravvedimento dovrà avvenire per le rate diverse dalla prima entro il termine in cui si effettua il versamento della rata successiva. La sanzione su cui calcolare il ravvedimento è quella prevista dall’articolo 13 del D. Lgs 471/97 che prevede un incremento nella misura dell’1 % al giorno nei primi 14 giorni di ritardo, per poi passare al 15 % dal 15° al 90 ° giorno di ritardo. A partire dal 91° giorno di ritardo la sanzione passa al 30 %. Come chiarito dall’amministrazione finanziaria, nel caso in cui il ravvedimento sia spontaneo, non si avrà mai la sanzione del 30 % ma quella del 15 % .
L’amministrazione ha anche previsto che in caso di lieve inadempimento l’accordo di mediazione non decade e il contribuente può continuare a beneficiare della rateazione. In sostanza la rateazione può proseguire qualora l’insufficiente versamento della rata sia non superiore al 3 % e in ogni caso a 10 mila euro (la norma è valida anche in caso di versamento tardivo non superiore a 7 giorni).

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Marzo 2016 19:19
 
TRUFFE INFORMATICHE POSTALI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 24 Marzo 2016 18:53

Sgominata una banda di criminali. Ogni tanto una buona notizia.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Marzo 2016 18:54
 
SCANDALO EURIBOR PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 18 Marzo 2016 20:41

Euribor, da Londra mandato di arresto europeo per 5 trader

Nel mirino 4 ex dipendenti di Deutsche Bank e un impiegato di Société Générale  sotto accusa per aver manipolato le quotazione del tasso di riferimento interbancario

La Gran Bretagna ha ottenuto un mandato di arresto europeo per cinque funzionari accusati di aver cospirato per manipolare le quotazioni dell’Euribor, il tasso di riferimento del mercato interbancario europeo, usato per determinato il prezzo di moltissimi prodotti finanziari, muti inclusi.

I funzionari sono quattro tedeschi, Kai-Uwe Kappauf, Joerg Vogt e Ardalan Gharagozlou, ex dipendenti della Deutsche Bank, mentre Andreas Hauschild lavora ancora per il gruppo bancario di Francoforte, e un ex impiegato della Société Générale, Stephane Esper.

I cinque indagati avevano respinto la richiesta del giudice inglese di presenziare all’udienza dell’11 gennaio presso la Corte di Westmister a Londra, dove sarebbero stati incriminati formalmente di frode per aver truccato la quotazioni dell’Euribor.

Per lo scandalo il Serious Fraud Office aveva previsto di incriminare 10 uomini e una donna , ma il rifiuto dei cinque indagati ha rovinato i piani.

Il processo continua contro altri sei indagati, tra i quali Christian Bittar, un trader basato a Singapore ed ex star della Deutsche Bank, un stella, incriminato insieme Philippe Moryoussef, Colin Bermingham, Sisse Bohart e Carlo Palombo, ex trader per Barclays, e Achim Kraemer, ancora impiegato da Deutsche Bank. I legali di Kraemer, Palombo e Bittar in passato hanno respinto ogni accusa. Adesso la nuova mossa delle autorità britanniche potrebbe dar avvio a una richiesta di estradizione.

Il processo penale contro trader e funzionari arriva dopo Deutsche Bank, Barclays e Société Générale hanno ammesso il loro coinvolgimento nel cartello dell’Euribor nel 2013 nel corso dell’indagine portata avanti dalal Commissione europea. Bruxelles ha sanzionato Deutsche e SoGen con una multa di un miliardo di dollari.

L’istituto tedesco ha dovuto pagare altri 2,5 miliardi di dollari chiesti dalle autorità americane e inglesi e la sua filiale londinese ha ammesso la manipolazione dei tassi.

Barclays è stata graziata dalle autorità europee per aver rivelato l’esistenza del cartello, ma ha dovuto pagare 453 milioni alle autorità Usa e britanniche.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2016 20:41
 
SEMINARI DI EDUCAZIONE FINANZIARIA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 09 Marzo 2016 17:55

seminario con la partecipazione di ADUSBEF

 
BANCA POPOLARE DI VICENZA, PROCURA INDAGA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 01 Marzo 2016 18:54

Associazione per delinquere e falso in bilancio: sono queste le nuove ipotesi di reato attorno alle quali sta lavorando la Procura in relazione all'indagine sulla Banca Popolare di Vicenza.
Associazione per delinquere e falso in bilancio: sono queste le nuove ipotesi di reato attorno alle quali sta lavorando la Procura in relazione all'indagine sulla Banca Popolare di Vicenza. Lo rende noto l'agenzia Ansa.La vicenda era venuta alla luce lo scorso settembre con perquisizioni che avevano riguardato gli uffici della banca a Vicenza, ma anche a Milano, Roma e Palermo.
Le iniziali contestazioni di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza - Banca d'Italia e Bce - erano state rivolte nei confronti di 6 persone: l'ex presidente Gianni Zonin, l'ex dg Samuele Sorato, Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta entrambi ex vicepresidenti e i due consiglieri di amministrazione Giovanna Dossena
e Giuseppe Zigliotto, presidente di Confindustria Vicenza.
Oggi la Banca Popolare di Vicenza ha depositato presso Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni sul Mercato telematico azionario e ha presentato a Consob la richiesta di approvazione del prospetto relativo all'offerta pubblica di sottoscrizione e quotazione delle azioni.L'aumento di capitale e la quotazione, ha precisato la popolare, sono entrambi subordinati all'approvazione da parte dell'assemblea dei soci del 5 marzo.


Fonte: ANSA 1.3.2016

Invitiamo coloro che hanno acquistato azioni di questa banca a contattare la nostra associazione per valutare le opportune iniziative di tutela da intraprendere, non esclusa la denuncia.

 

 
OBBLIGAZIONI SUBORDINATE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 29 Febbraio 2016 14:01

A seguito dei recenti scandali e sopratutto delle vicende delle quattro banche (CARICHIETI, BANCA ETRURIA, CARIFE e BANCA MARCHE), molti nostri utenti ci chiedono spiegazioni sulle obbligazioni subordinate.
Riteniamo quindi utile per tutti capire le caratteristiche di questi particolari titoli, e le tipologie.

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE: LE TIPOLOGIE IN CIRCOLAZIONE

Con le ultime regole sui requisiti minimi di capitale, le cosiddette Basilea 2 e Basilea 3, la distinzione tra le diverse categorie di obbligazioni subordinate è cambiata e le tipologie sono ridotte a 2: Tier 1 e Tier 2. In precedenza le tipologie di bond subordinati erano 4, che riportiamo si seguito.
E' importante tenerne conto visto che sono ancora in circolazione e potrebbero essere ancora nel portafoglio di qualcuno:
- Tier 1
- Upper Tier 2
- Lower Tier 2
- Tier 3

BOND SUBORDINATI: I TIER 1
Le obbligazioni subordinate Tier 1 sono le più rischiose e in caso di insolvenza si rischia il 100% del capitale investito. C’è il rischio che l’emittente possa differire o addirittura cancellare una cedola in particolari situazioni (per esempio quando non può pagare un dividendo). Spesso non hanno scadenze finali e in caso di difficoltà c’è il rischio di subire una decurtazione del capitale.

BOND SUBORDINATI: GLI UPPER TIER 2
Le obbligazioni subordinate Upper Tier 2 sono, dopo le Tier 1 i bond junior più rischiosi. In caso di insolvenza si rischia il 100% del capitale investito e c’è il rischio che l’emittente possa differire (ma non cancellare una cedola): in caso di necessità, infatti, le cedole non vengono cancellate, ma solo sospese e pagate, tutte insieme, nel primo anno che si chiuda in utile. Non è detto che esista una scadenza finale  predeterminata e non si rischia quasi mai di subire una decurtazione del capitale.

BOND SUBORDINATI: I LOWER TIER 2
Le subordinate Lower Tier 2 sono la tipologia di bond subordinato più comune. Spesso sono di durata decennale, gli interessi sono sospesi solo nel caso in cui si manifesti un grave caso di insolvenza. . In caso di liquidazione dell’emittente, questo strumento viene preferito ai Tier 1 e Upper Tier 2, trovandosi soddisfatto allo stesso modo dei Tier 3, ma sempre dopo le obbligazioni senior .
Possono essere a scadenza fissa od essere dotati di una clausola di rimborso anticipato (non prima del quinto anno di vita e, di solito, cinque anni prima della scadenza finale). Se la banca  non utilizza l’opzione di rimborso anticipato alla prima data consentita, non solo la cedola viene aumentata in modo consistente (clausola di step-up), ma  l’emittente viene anche penalizzato dalla propria banca centrale, visto che perde progressivamente il diritto di considerare tali bond capitale di vigilanza.

BOND SUBORDINATI: I TIER 3
I Tier 3 sono i bond subordinati meno rischiosi (e quindi meno remunerativi). Visto che non vengono conteggiati dalle banche quale capitale di vigilanza vero e proprio sono un asset class poco comune. Hanno scadenza breve, di solito dai 2 ai 4 anni.

Le varie tipologie di bond subordinati in una tabella riepilogativa:

rendimento_rischio

BOND SUBORDINATI: 5 COSE DA SAPERE
Sono 5 gli elementi che vanno attentamente valutati prima di investire nelle obbligazioni subordinate.

Le obbligazioni subordinate sono strumenti complessi e spesso difficili da inquadrar
e – Nonostante in questi ultimi anni la normativa  sulla trasparenza degli investimenti abbia fatto passi da giganti non è sempre facile comprendere le caratteristiche tecniche di questi titoli. Per capirle in pieno bisognerebbe avere ben chiare le logiche di funzionamento degli intermediari creditizi e delle banche centrali. Molo spesso non è sempre chiaramente evincibile dalla documentazione il reale rischio a cui ci si espone.

Il loro rischio di credito è elevato
- In caso di fallimento o di dissesto, la perdita che può subire l’investitore è sempre elevata e molto spesso tendente al 100% del capitale investito, poiché vengono privilegiati gli altri creditori. In particolare, il rischio di credito è elevatissimo per le obbligazioni di tipo Tier 1 e per alcuni Tier 2.

Sono difficili da valutare, specie se è incerta la data di rimborso del capitale - Molte obbligazioni subordinate non hanno una vera e propria scadenza, ma prevedono la possibilità di essere richiamate dall’emittente a certe date con la cosiddetta opzione “call”. L’assenza di scadenza rende difficile stimare il rendimento dell’investimento, dal momento che non si conosce con certezza la sua scadenza.

La loro liquidità è scarsa - I bond subordinati possono essere veramente difficili da acquistare e da vendere.

Il rischio è difficile da diversificare – Nella maggior parte dei casi non basta avere un portafoglio ampiamente diversificato per potere controllare il rischio di queste obbligazioni. Il rischio che comporta questo tipo di investimento assomiglia infatti più a quello di un portafoglio azionario che a quello di un portafoglio di obbligazioni corporate.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2016 13:53
 
NEWS PER MONTE DEI PASCHI DI SIENA. PROCURA DI MILANO APRE NUOVO PROCEDIMENTO PENALE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 16 Febbraio 2016 20:46

(ANSA) - MILANO, 16 FEB 2016 - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 persone, tra cui gli ex vertici di Mps, ex manager e manager di Deutsche Bank e di Nomura e per i tre istituti di credito, in qualità di enti, per una serie di operazioni finanziarie con cui sarebbero state coperte le perdite dopo l'acquisto da parte della banca senese di Antonveneta.
I reati contestati dai pm Stefano Civardi, Mauro Clerici e Giordano Baggio sono falso in bilancio, ostacolo alle attività di vigilanza di Consob e Bankitalia, aggiotaggio e falso in prospetto per fatti commessi tra il 2008 e il 2012.
Tra i 13 indagati figurano l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l'ex direttore generale Antonio Vigni, l'ex responsabile dell'area finanza Gianluca Baldassarri, l'ex direttore finanziario Daniele Pirondini e un altro ex manager Mps, oltre a sei dirigenti o ex di Deutsche Bank e due della banca giapponese Nomura. La vicenda riguarda in particolare il derivato Santorini e il prestito Fresh.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2016 13:54
 
Sovraindebitamento: novità in arrivo. PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 11 Febbraio 2016 12:36

Il progetto di riforma della legge fallimentare elaborato dalla Commissione Rordorf, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 11 febbraio 2016, prevede una profonda rivisitazione della materia concorsuale, emancipandola dalla disorganicità e dalla logica estemporanea ed emergenziale degli ultimi interventi normativi, nella prospettiva di rendere il diritto concorsuale sintonico con i principi emersi in ambito europeo.

Anche l’istituto dell’esdebitazione è oggetto di importanti modifiche, sia nella procedura di liquidazione giudiziale (destinata a sostituire l’attuale procedura di fallimento) che nella disciplina del sovraindebitamento. In entrambi i casi si assiste, da un punto di vista sostanziale, ad un ampliamento dell’ambito applicativo dell’istituto, sia a livello soggettivo (con l’estensione anche alle società ed alle persone giuridiche) che a livello oggettivo (consentendo, nelle procedure di sovraindebitamento, l’accesso al beneficio dell’esdebitazione per una sola volta anche a chi non sia attualmente in grado di assicurare alcuna utilità ai propri creditori), senza scostarsi da un parametro di meritevolezza del debitore, incentrato, in negativo, sull’assenza di atti di frode nei confronti dei creditori.

 
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