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leggi l'interrogazione formulata dal senatore Lannutti al Senato sulal vicenda:
LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il "Wall Street Italia" e il "Secolo XIX" hanno riportato la notizia relativa alla vicenda di cui sono stati vittima alcuni italiani che hanno investito i propri risparmi in titoli della Bank of Ireland 2019 fixed floater isin XS0186652557. La banca irlandese ha deciso di chiudere anticipatamente le obbligazioni in questione liquidando ai risparmiatori solo 0,20 euro direttamente sul loro conto corrente senza alcun avviso;
una telefonata dei clienti alla propria banca è bastata per venire a conoscenza del fatto che i venti centesimi era tutto ciò che era rimasto degli investimenti, fatti tra il 2009 e il 2010, per un valore nominale di circa 20.000 euro in obbligazioni subordinate di Bank of Ireland;
Bank of Ireland è uno degli istituti salvati con una pioggia di soldi dal Governo irlandese, con il sostegno della Commissione dell'Unione europea (UE). Di fatto non è mai fallita e anzi, grazie alla scelta del Governo irlandese di spostare i titoli tossici in una bad bank che raccoglie il peggio del credito nazionale, oggi Bank of Ireland vanta, come denunciato da "Il Sole 24 ore" nel mese di giugno 2011, un Core Tier 1 (il patrimonio di base) del 15 per cento, ben sopra le maggiori banche italiane che, però, ripagano i loro bond. Il Governo irlandese sostiene che l'istituto è una delle due colonne su cui verrà ricostruito il sistema bancario nazionale. Il conto però lo hanno pagato anche i risparmiatori e, tra questi, ci sono degli italiani, cui è stato riconosciuto, per i loro titoli, un rimborso di pochi centesimi a fronte di migliaia di euro investite;
nel maggio del 2009 il rating dell'emissione in questione di S&P's era A-, ben lontano da quello che si potrebbe definire un investimento rischioso ed inoltre gli stress test dell'UE nel 2010 avevano visto le banche promosse;
il titolo in questione è un'obbligazione subordinata, di per sé quindi più rischiosa di altri investimenti visto che, in caso di insolvenza, vengono pagati prima gli altri creditori. Per i primi dieci anni il titolo ha corrisponsto cedole fisse pari a poco più del 4,6 per cento del valore nominale su base annua. A partire dal maggio 2014 e fino al 2019, gli interessi sarebbero stati corrisposti secondo cedole variabili, legate all'Euribor. A scadenza era previsto il rimborso del 100 per cento del valore nominale, nel 2019, con la possibilità della banca di riscattare il titolo prima, a partire dal 2014. Tuttavia, con il piano di ristrutturazione di Bank of Ireland, tutti gli impegni sono stati recisi. È stato il Governo irlandese, che si è sobbarcato il valore di gran parte del salvataggio degli istituti nazionali e che di Bank of Ireland detiene parte delle azioni, a chiedere che anche gli obbligazionisti facessero la loro parte, almeno quelli con in tasca obbligazioni subordinate. Il piano per scaricare sui risparmiatori parte dei costi è partito a dicembre 2010, quando sono stati pubblicati i primi prospetti per accedere alle offerte, e concluso a fine maggio. I piccoli investitori sono stati i più colpiti visto che, praticamente, non gli è stato riconosciuto nulla: sono state infatti fatte offerte per scambiare le obbligazioni con azioni della banca o, in alternativa, contanti per il 10 per cento o il 20 per cento del valore nominale delle obbligazioni. Esistono però una serie di limitazioni riguardo la nazionalità dell'investimento e il suo valore (50.000 euro taglia minima) che di fatto taglia fuori, tra gli altri, i piccoli investitori italiani. Non potendo questi accedere a queste due offerte, a loro viene applicata la condizione peggiore che prevede il riconoscimento di 20 centesimi per un valore nominale dei titoli di 20.000 euro. Operazione nemmeno comunicata visto che, per scelta dell'emittente, l'Italia era esclusa dalle comunicazioni. È possibile, in effetti, che alcuni investitori nemmeno si siano accorti che, tra fine luglio e fine agosto, un versamento di pochi centesimi di euro sul loro conto corrente ha liquidato così tutti i loro investimenti, di decine di migliaia di euro, in obbligazioni di Bank of Ireland;
considerato che:
a quanto risulta all'interrogante la Consob, investita della questione da una pensionata vittima del sistema applicato dalla banca irlandese, avrebbe risposto che i titoli individuati nella richiesta non sembrano essere stati ammessi a quotazione su mercati regolamentati italiani, né essere stati oggetto di sollecitazione al pubblico in Italia. Pertanto, la Consob, relativamente a tali emissioni, non ha svolto alcuna istruttoria finalizzata alla pubblicazione di prospetti di ammissione a quotazione ovvero di sollecitazione all'investimento. In merito all'offerta di scambio proposta dalla Bank of Ireland, emittente estero soggetto all'autorizzazione e alla vigilanza delle Autorità estere, della Central Bank of Ireland e della FSA (Autorità di vigilanza sui mercati del Regno Unito), fa presente che nel documento di scambio in lingua inglese è indicato espressamente come lo stesso non sia oggetto di autorizzazione dell'Autorità di vigilanza dei mercati italiani, essendo l'offerta rivolta soltanto ad investitori qualificati e quindi esente dall'obbligo di redigere un prospetto in lingua italiana ai sensi della normativa primaria e secondaria in vigore (testo unico di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998 e regolamento emittenti n. 11971/1999). Conclusivamente, l'emittente e l'intermediario non possono svolgere attività informativa e promozionale in Italia in assenza del documento informativo, ma ciò non impedisce all'investitore, autonomamente e di sua iniziativa, di voler aderire all'operazione e chiedere la cessione/scambio dei propri titoli, subordinatamente all'accettazione dell'emittente che nel caso di specie ha però dichiarato espressamente nel documento informativo come gli investitori italiani diversi da quelli qualificati non potessero partecipare all'offerta di scambio;
a giudizio dell'interrogante lascia perplessi la terminologia usata dalla Consob nella risposta perché non adatta ad un'Autorità di controllo che, da una parte, dimostra di non sapere che il titolo è stato venduto sul mercato regolamentato del TLX e, dall'altra, si guarda bene dal parlare del mercato euro TLX;
si legge sul sito "EuroTLX": «Da più di 10 anni EuroTLX SIM gestisce mercati finanziari rivolti agli investitori privati. Fino al 2009 i mercati gestiti erano due: il mercato regolamentato TLX e l'MTF (Multilateral Trading Facility) EuroTLX. Con l'implementazione della normativa MiFID, la separazione di due sedi di negoziazione aventi pari dignità e soprattutto le stesse caratteristiche (microstruttura, sorveglianza, ecc.) ha perso di significatività: dal 1° gennaio 2010, tutti gli strumenti finanziari sono confluiti su EuroTLX, e la società TLX S.p.A. è diventata EuroTLX SIM S.p.A.»;
EuroTLX è il primo mercato europeo del reddito fisso focalizzato sulle esigenze degli investitori retail, dove è possibile negoziare più di 3.200 strumenti finanziari, principalmente di tipo obbligazionario, titoli di stato, obbligazioni corporate, con una selezione di certificati di investimento e di azioni. EuroTLX fornisce anche servizi che aiutano le istituzioni finanziarie ad adattarsi ai requisiti imposti dalla MiFID;
considerato altresì che a giudizio dell'interrogante:
la Consob, nel suo ruolo di vigilanza, è stata latitante al momento dell'autorizzazione per la negoziazione del titolo;
la Consob, anche alla luce della sua risposta, dovrebbe fornire un ulteriore chiarimento, visto che lo svolgimento della vendita del titolo non è andata come dichiarato,
si chiede di sapere:
se, alla luce di quanto esposto in premessa, il Governo sia a conoscenza di iniziative delle Autorità vigilanti a riguardo;
se sia a conoscenza di quanti siano i risparmiatori italiani che hanno investito nelle obbligazioni di Bank of Ireland;
se non ritenga, anche attraverso l'operato delle autorità competenti, adottare le opportune iniziative al fine di conoscere le motivazioni del suddetto comportamento a danno dei risparmiatori italiani nonostante non vi sia stato alcun fallimento della banca in questione;
quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di garantire ai risparmiatori maggiore trasparenza sui rischi degli investimenti.
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