ADUSBEF Lombardia
ARRIVA LA CONCILIAZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   

Processi, arriva il mediatore civile

Nel nostro ordinamento arriva una nuova figura giuridica, quella della conciliazione e del mediatore civile.
E' stato infatti pubblicato, sulla G.U. 53 del 5 marzo, l'atteso D.Lgs. 28/2010 sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, in attuazione della riforma del processo civile, che enterà in vigore il 20 marzo.
In alcune materie particolarmente conflittuali la mediazione sarà obbligatoria prima di avviare un giudizio civile in tribunale.
In particolare, ciò vale per le liti in materia di condominio, locazione, per i danni provocati dal medico, per le controversie in materia di contratti bancario finanziari e assicurativi. In tutte le altre materie la mediazione sarà rimessa a un volontaria scelta delle parti.

 
ADUSBEF SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER LO SCANDALO DERIVATI DI MILANO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   

Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio oggi al termine dell'udienza preliminare tutti gli imputati del procedimento per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vendita di derivati: si tratta di quattro banche estere e 13 persone.

 

Lo hanno riferito fonti legali e giudiziarie. Il prossimo 6 maggio davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano si dovranno presentare le banche: Jp Morgan, Deutsche Bank, la filiale londinese di Ubs e quella di Dublino di Depfa Bank, insieme a due ex funzionari del Comune di Milano e 11 funzionari degli istituti di credito.

Il procedimento ha al centro uno swap trentennale che risale al 2005 tra il Comune di Milano e le banche. La pubblica accusa sostiene che gli imputati abbiano truffato il Comune di Milano, guadagnando illecitamente oltre 100 milioni di euro. Alcune delle banche coinvolte hanno negato ogni addebito ribadendo piena fiducia nei propri dipendenti.

ADUSBEF - che già aveva denunciato in più occasioni lo scandalo dei derivati propinati dalle banche a imprenditori ed enti pubblici - si costituirà parte civile nel procedimento contro gli imputati e chiederà, anche nell'interesse della collettività - il risarcimento dei danni ai responsabili civili, che sono quattro banche estere. I cittadini sono stanchi di pagare fior fior di tasse, di ecopass e il Comune dilapida le risorse senza batter ciglio.

 

 
NUOVI RINCARI DEI COSTI BANCARI A CARICO DEI CORRENTISTI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   

Una recente ricerca del Corriere della Sera dimostra che le banche stanno trasferendo sui clienti i costi della cosiddetta "trasparenza bancaria

Oltre 8 euro per i pagamenti allo sportello, fino a 4,5 gli ordini ricorrenti. Stop alle domiciliazioni gratis

Sono bastati quattro mesi, il periodo maggio-settembre, da quando cioè la Banca d'Italia ha obbligato gli istituti a mettere a fianco di ogni conto corrente l'Isc (l'indice sintetico di costo annuo), perché partisse la corsa ai rincari. Ieri è toccato ai prelievi, ora è la volta dei pagamenti: bonifici e utenze, le bollette. Anche su operazioni finora a costo zero, come domiciliazione e ordine ripetitivo.
C'è chi non faceva pagare il bonifico permanente e ora chiede fino a 4,5 euro, come il Monte dei Paschi di Siena. Chi voleva zero per la domiciliazione delle utenze e adesso chiede 85 centesimi, come Ubi. Chi il bonifico via Internet lo eseguiva gratis e oggi invece applica una commissione di un euro (sempre Mps). In più è spuntato un nuovo costo nelle banche: la «rata finanziamenti per acquisti». Si paga un euro, è la new entry di Mps e della Popolare di Milano.

Il Corriere della Cera ha analizzato i conti correnti (famiglia) di sei istituti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl, Bpm, Ubi. Alcuni hanno ritoccato le spese al rialzo, in particolare proprio il Montepaschi presieduto da Giuseppe Mussari, da luglio presidente anche dell'Abi, e l'Ubi. Altri no, come Intesa Sanpaolo, Bnl e Unicredit (che però era già intervenuta su canone e prelievi in primavera). La media naturalmente è quella di Trilussa, ma lo stesso significativa. A fianco dei picchi, nelle operazioni in filiale e con i contanti, da evitare assolutamente - un bonifico per cassa allo sportello costa ancora fino a 8,5 euro (Intesa Sanpaolo) e il pagamento delle utenze, sempre allo sportello e per cassa, sfiora i 6 euro (5,8 euro in Bpm) - sono cresciuti gran parte dei costi medi.

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BANKITALIA CONTRO AMERICAN EXPRESS PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
 
"Stop all'emissione di carte di credito"
Giro di vite di Via Nazionale dopo l'inchiesta della Procura di Trani:
"Irregolarità e carenze rispetto alla normativa anti-riciclaggio e usura"
ROMA
Stop all’emissione di carte di credito da parte dell’American Express Service Europe in Italia. A disporlo è stata la Banca d’Italia a seguito dei controlli effettuati sulla società di carte di credito innestati dall’indagine aperta dalla Procura di Trani, per la quale l’Adusbef si è costituita parte civile.

La Banca d’Italia, in un documento consegnato alla procura, lamenta irregolarità e carenze rispetto alla normativa di contrasto al riciclaggio e alla normativa contro l’usura. Così, nella nota, «impone in via cautelare e d’urgenza a codesta succursale italiana dell’American Express il divieto di intraprendere nuove operazioni con specifico riferimento all’emissione di carte di credito». Il divieto scatta 10 giorni dopo la ricezione del provvedimento che riporta la data del primo aprile e che dall’intestazione risulta consegnato a mano.

Il documento del servizio dell’Area vigilanza bancaria e Finanziaria è firmato dal direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni e chiede alla filiale italiana dell’ American Express Service Europe di predisporre anche «un piano organico di interventi che consentano alla struttura italiana di dotarsi di assetti organizzativi, presidi di controllo e sistemi informativi adeguati all’esercizio di attività regolamentate secondo la legge italiana e comunque coerenti con l’esigenza di rispettare le disposizioni vigenti in Italia in materia di usura, antiriciclaggio e trasparenza». Sul divieto cautelare di emissione di carte di credito, che scatta 10 giorni dopo il ricevimento della nota Bankitalia e che «potrà essere rimosso solo quando siano state definitivamente sanate le irregolarità e le violazioni rilevate», l’istituto guidato da Mario Draghi chiede alla società di «informare tutti i soggetti rientranti nella propria rete distributiva, le controparti bancarie e finanziarie, nonchè la clientela mediante apposita comunicazione sul proprio sito internet».

Nel provvedimento vengono riportati in modo dettagliato i rilievi spiegando che «gli accertamenti ispettivi condotti dalla Banca d’Italia mirati ai profili usura, anticiriclaggio nonchè per connessione di materia a quelli di trasparenza si sono conclusi con un giudizio in ’prevalenza sfavorevolè». «In particolare - aggiunge Via Nazionale - è emersa un’elevata esposizione ai rischi operativi e di reputazione determinati dal carente rispetto della normativa in tema di usura, contrasto al riciclaggio e trasparenza, in un quadro caratterizzato dall’assenza di figure di coordinamento e di indirizzo dell’operatività e di adeguati controlli interni». Vengono quindi richiamate integralmente contestazioni relative agli «organi aziendali» («l’esercizio delle funzioni di supervisione strategica e di gestione è pertanto risultato carente») e all’ «organizzazione e controlli interni». Ma «di particolare gravita» risultano i rischiami dei capitoli «Usura» e «Antiriciclaggio» perchè «configurano violazioni di norme di legge di carattere imperativo volte ad assicurare essenziali presidi di correttezza nell’interesse della clientela e di integrità del sistema finanziario da possibili coinvolgimenti di attività illecite».

Dalla verifica della Banca d’Italia risulta in particolare che «per quanto riguarda le carte revolving (che sono alla base dell’inchiesta di Trani, ndr) l’assenza di procedure e controlli adeguati ha determinato frequenti superi del tasso di soglia nei casi di inadempimento contrattuale». Si scrive quindi di «indebita applicazione di interessi di mora sull’intero capitale» e anche casi di «addebito sin dal 2006 - a causa di errori non presidiati della procedura - di interessi di mora in misura doppia o tripla nei casi di differimento della revoca della carta, con effetti anatocistici». L’addebito di interessi di mora e oneri - rileva Bankitalia - è stato recentemente sospeso, prevedendo la restituzione. Ma, per carenze di «applicativi», l’American Express non sarebbe in grado di risalire ad «elementi analitici sulle modalità di individuazione dei rapporti interessati dai citati rimborsi e storni». Sull’antiriciclaggio, invece, «sono state riscontrate diffuse e rilevanti anomalie che configurano inosservanze». In particolare per quanto riguarda gli obbligi di raccolta delle dichiarazioni sul «titolare effettivo» e per irregolarità sull’identificazione dei clienti operanti con banche insediate in alcuni Paesi, «segnatamente la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano». Oltre critiche riguardano le «non acquisite copie dei documenti di riconoscimento degli utilizzatori di carte supplementari o aziendali». Tra le segnalazione sono poi emerse anche alcune criticità sulla differente contabilità utilizzata in Usa e in Italia ai fini fiscali. Proprio per questo la Banca d’Italia, oltre alla misura cautelare di sospensione delle nuove carte (che non blocca comunque la sostituzione di vecchie carte) ha chiesto un preciso piano di intervento per correggere le anomalie e rafforzare i presidi di trasparenza.
Fonte:
La Stampa.it
 
ANCORA UN SEQUESTRO DI BENI A CALLISTO TANZI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L:   

Maxi sequestro a casa Tanzi
Imballato anche un De Chirico

Insieme alle Fiamme gialle e ai trasportatori anche un'addetta della Soprintendenza ai beni artistici

 

A poche ore dalla decisione della Cassazione di annullare l’ordinanza del tribunale di Milano che aveva richiesto il ritorno in carcere di Calisto Tanzi, la Guardia di Finanza è ritornata nella villa di Alberi di Vigatto dell’ex patron della Parmalat per eseguire un nuovo maxi sequestro di oggetti preziosi, tra cui statue, mobili antichi e un lampadario con centomila gocce di cristallo. Oggetti che la Procura aveva già catalogato ma che erano stati lasciati finora in casa Tanzi perché bisognava trovare un luogo dove potessero essere conservati.

SEQUESTRO PREVENTIVO - Attorno alle 8,30, questa mattina, tre auto della Guardia di Finanza di Bologna e due furgoni di una ditta di trasporti, insieme con un’addetta della Soprintendenza ai beni artistici, sono entrati nell’abitazione alle porte di Parma. Allo stesso Tanzi è stata consegnata copia del sequestro preventivo disposto dalla Procura di Parma nel giugno scorso di tutti i beni riconducibili all’ex cavaliere custoditi nella sua villa.

OGGETTI PREZIOSI - I tecnici hanno iniziato a smontare e ad imballare 83 oggetti. Fra questi c’erano un prezioso lampadario di Murano, composto di centomila gocce di cristallo, un trumeau del ’700, un mobile del ’600 ed una statua in bronzo, opera di Giorgio De Chirico. Il sequestro compiuto questa mattina rientra nella maxi operazione condotta dalla Procura di Parma e dai Carabinieri del nucleo patrimonio artistico che aveva già portato al sequestro di un centinaio di quadri, per un valore complessivo di trenta milioni di euro.

Fonte: www.corrieredibologna.corriere.it

 
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