Benvenuto su Adusbef Lombardia !
Associazione dei consumatori riconosciuta dalla Regione Lombardia

Sede regionale : Via Washington, 27 -  Milano 20146

Tel. 02 48517265  -  Fax 02 48195796

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Numero Verde Adusbef Lombardia

 

 

Siamo lieti di informare i nostri utenti che ADUSBEF Lombardia ha attivato, con il contributo della Regione Lombardia il numero verde 800 912596 in modo da consentire a chi telefona da fissi di tutto l’ambito regionale, chiamate completamente gratuite.

 

Il numero verde è attivo per consulenze telefoniche di orientamento inerenti materie bancarie, finanziarie e postali (conti correnti, mutui, finanziamenti, investimenti in bond Argentina, Cirio, Parmalat, swap, derivati ecc.) dalle ore 15,30 alle ore 18 dal lunedì al venerdì.

 
Nuovo Sito Internet Adusbef Lombardia.it
Scritto da Adusbef Lombardia   

Questa è la nuova versione del sito Adusbef Lombardia, al seguente link "versione precedente" trovate la versione precedente del sito.

 

IL NUOVO SITO

Per migliorare il nostro sito, abbiamo deciso di rinnovare la piattaforma apportando alcune modifiche all'interfaccia grafica che dovrebbero consentirvi un migliore accesso e una più facile consultazione delle informazioni e dei documenti ivi contenuti.

Chiediamo la Vostra collaborazione segnalandoci via mail o telefonicamente se questa nuova versione vi piace di più della precedente o se a vostro avviso occorrono modifiche.

In ogni caso, il vecchio sito è ancora consulatabile linkando "versione precedente" come sopra indicato.

 

 

 
INDAGINE SULLE PROVVIGIONI DELLE AGENZIE IMMOBILIARI PDF Stampa E-mail

 

La Camera di Commercio di Milano sta realizzando una indagine sulla percentuale pagata agli intermediari (agenzie immobiliari, professionisti, ecc.) in occasione della compravendita di un appartamento o della stipula di un contratto di affitto.

Chiediamo la vostra preziosa collaborazione per la compilazione di un brevissimo questionario.

Al termine potrete collegavi al sito di autovalutazione on line di Borsa Immobiliare per ottenere in pochi minuti una stima del valore di una abitazione e/o di un box/posti auto in Milano. Grazie

 

Compila il questionario >

 
ADUSBEF SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER LO SCANDALO DERIVATI DI MILANO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 17 Marzo 2010 18:23

Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio oggi al termine dell'udienza preliminare tutti gli imputati del procedimento per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vendita di derivati: si tratta di quattro banche estere e 13 persone.

 

Lo hanno riferito fonti legali e giudiziarie. Il prossimo 6 maggio davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano si dovranno presentare le banche: Jp Morgan, Deutsche Bank, la filiale londinese di Ubs e quella di Dublino di Depfa Bank, insieme a due ex funzionari del Comune di Milano e 11 funzionari degli istituti di credito.

Il procedimento ha al centro uno swap trentennale che risale al 2005 tra il Comune di Milano e le banche. La pubblica accusa sostiene che gli imputati abbiano truffato il Comune di Milano, guadagnando illecitamente oltre 100 milioni di euro. Alcune delle banche coinvolte hanno negato ogni addebito ribadendo piena fiducia nei propri dipendenti.

ADUSBEF - che già aveva denunciato in più occasioni lo scandalo dei derivati propinati dalle banche a imprenditori ed enti pubblici - si costituirà parte civile nel procedimento contro gli imputati e chiederà, anche nell'interesse della collettività - il risarcimento dei danni ai responsabili civili, che sono quattro banche estere. I cittadini sono stanchi di pagare fior fior di tasse, di ecopass e il Comune dilapida le risorse senza batter ciglio.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 18:49
 
EXPO MILANO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Sabato 13 Marzo 2010 18:21
pagni
13
mar
2010

Azienda Expo, fallimento in corso

Sono passati quasi due anni dall’assegnazione di Expo 2015 a Milano. Era il 31 marzo del 2008, in pratica un altro mondo. Due mesi dopo, a fine di maggio, le Borse iniziavano il crollo che sarebbe cessato solo nel marzo dell’anno dopo. Due anni in cui le economie occidentali hanno conosciuto la peggiore recessione dal 1929. Questa, però , è ormai storia. E cosa c’entra con l’Expo assegnato a Milano?

7222_10[1]

C’entra, eccome! Per qualunque nazione sarebbe stata una splendida occasione per rilanciare gli investimenti, per distribuire nuove risorse alle imprese in affanno, per craere nuova occupazione. E per la città ospitante e la sua regione l’opportunità di dare un futuro occupazionale a una intera generazione di giovani. Il classico tipo di intervento anticiclico che è piovuto come manna dal cielo sulla stagnante economia italiana nella regione che – a parole – si vanta di essere la più ricca e sviluppata d’Italia.

Invece, fino a ora al di là di litigi tra le diverse anime del centrodestra, le invidie tra il presidente della regione, il sindaco di Milano e il ministro dell’Economia (non li nominiamo per cognome tanto li conoscete tutti), non si è mosso quasi nulla. Ci si è agitati molto per la sede: ma non quella che dovrà ospitare i padiglioni del progetto Expo (molto bello, a guardare i rendering), bensì della presidenza e del consiglio di gestione.

Ma tutto questo andrebbe anche bene, se una parte dei soldi fin qui spesi avesse avuto una qualche ricaduta sull’economia reale. Se fosse iniziato il merchandising, se fossero partiti i cantieri per le prime opere, se fossero stati assegnati incarichi ai professionisti, attivate le campagne pubblicitarie in giro per il mondo, le promozioni nelle scuole dove attingere anche quelle riserve di volontari che determinano il successo economico di ogni grande evento di questo tipo, sia Olimpiade che festival culturale.

090411_2[1]

Qualcosa si è mosso, s’intende. A una quindicina di neolaureati è stato assegnato un contratto per la progettazione della nuova sede, ad esempio. Il sito ufficiale è molto ricco. Peccato, però, che non esista ancora la disponibilità dell’area, visto che una parte importante è in mano al gruppo Cabassi il quale non sa ancora se la società dell’Expo terrà fede ai patti fin qui sottoscritti (cessione temporanea dell’area in cambio dei diritti di edificazione dopo il 2015) oppure se verrà presentata un’offerta di acquisto, in modo da ottenere una plusvalenza a favore del comitato organizzatore così da rientrare il più possibile dalle spese.

Ritardi che si traducono ina una grande occasione perduta nel momento più nero della crisi. Contribuire al sostegno del tessuto economico di Milano e della Lombardia non sarebbe stato difficile. Invece, si è assistito solo al taglio del budget, al dimezzamento delle spese per la sede dell’esposizione: non è un caso che il ministro dell’Economia non partecipi a una delle riunioni del tavolo con gli enti locali (compreso l’ultimo di venerdì scorso), tanto per sottolineare che se fosse per lui non mollerebbe un soldo.

Allora, delle due l’una. O i conti dello Stato sono messi così male e allora è meglio fermarsi subito e chiamare d’urgenza il comune di Smirne – i rivali battuti in finale due ani fa – e concedergli di organizzare Expo 2015. Oppure, non si comprende perché non credere a una occasione di questo tipo. Sarà che al momento dell’assegnazione a Milano era in carica il governo Prodi che aveva tutt’altra idea dell’opportunità di organizzare l’Esposizione universale.

Considerazioni finali. Dal momento dell’assegnazione di Expo a Milano è stato “sprecato” il 30% del tempo a disposizione prima delle cerimonia di inaugurazione (1 maggio 2015). Non è poco. Continuando così ci si avvia a un fallimento. Magari non dal punto di vista della manifestazione in sè. Ma dell’occasione senza precedenti per il rilancio economico dell’area metropolitana milanese.  

Per saperne di più, questo è il sito ufficiale dell’Expo: http://www.expo2015.org/

Questo invece è il sito di chi espone le ragioni contrarie all’evento: http://www.noexpo.it/

Fonte: www.la Repubblica,it

 
IL CERCHIO DI FUOCO DEI PAESI A RISCHIO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 11 Marzo 2010 18:31

IL CERCHIO DI FUOCO DEI DEBITI SOVRANI

 
Bill Gross, il famoso gestore dei fondi obbligazionari Pimco, nella sua rubrica mensile che cura sul sito istituzionale, analizza la situazione economica che si è venuta a creare  dopo la grave crisi che ha sconvolto il sistema finanziario globale ; il gestore constata che il settore privato  è  riuscito a sopravvivere grazie alla massiccia iniezione di liquidità superiore ai 2 trilioni di dollari  da parte del governo e che ciò possa determinare  un ritorno alla  normalità del sistema finanziario  grazie ai bassi tassi d'interesse ; ma non si intravede ancora alcun miglioramento della condizione economica dei consumatori che per ora  versano in gravi difficoltà;  oltre ad essere superindebitati devono lottare contro una disoccupazione insistente e un settore immobiliare che ancora stenta ad avviarsi alla normalità. Nel tentativo di dare una spiegazione a quanto sta accadendo nei nostri giorni alla situazione economica che  presenta delle peculiarità specifiche rispetto alle altre crisi passate, Bill Gross  fa riferimento alla pubblicazione  di  Carmen Rheinhart e Kenneth Rogoff dal titolo This Time is Different , un trattato voluminoso e dallo stile accademico  che analizza otto secoli di crisi finanziarie  e che consente di giungere alle seguenti conclusioni :  la vera eredità delle crisi bancarie è un indebitamento pubblico che supera di gran lunga i costi necessari per il salvataggio delle istituzioni finanziarie; in linea di massima il debito pubblico raddoppia nei tre anni successivi alla crisi e come conseguenza diretta  delle crisi bancarie c'è , inoltre, un aumento medio del sette percento del tasso di disoccupazione che rimane elevato per i prossimi cinque anni; ed infine quando il debito pubblico di un paese supera il 90% del prodotto interno lordo,la sua crescita economica rallenta dell'1%. Come si può notare, le conclusioni a cui giungono gli autori del libro, rispecchiano in pieno quanto è accaduto negli ultimi 12 mesi e ciò dà piena conferma alla tesi che le crisi bancarie determinano una diminuzione dell'indebitamento del settore privato e un impennata di quello pubblico con un conseguente rallentamento della crescita economica e un ridimensionamento dei rendimenti obbligazionari. I paesi più a rischio nell'anno in corso sono inseriti ,nel grafico di Pimco   nel cerchio di fuoco; sull'asse delle ascisse c'è il debito pubblico rispetto al Pil mentre su quello delle ordinate il valore del deficit rispetto al Pil; questi paesi con il bollino rosso sono i paesi che hanno superato il 90% di indebitamento rispetto al prodotto interno lordo o che sono nelle condizioni potenziali di poterlo fare entro pochi anni mentre i paesi nelle zone verdi e gialle sono considerati  i più conservatori e potenzialmente maggiormente solvibili e che potenzialmente possono beneficare di una crescita economica più alta.
 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 1 di 17

ADUSBEF Lombardia, © 2003 - 2010