Assemblea Annuale approvazione bilancio PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 02 Aprile 2015 00:00
Pregg.mi Sigg.ri
SOCI ADUSBEF LOMBARDIA
LORO SEDI
OGGETTO: Convocazione dell' Assemblea Ordinaria dei soci ADUSBEF Lombardia.
I soci sono convocati in Assemblea Ordinaria per il giorno 27 aprile 2015 alle ore  14,30 presso la sede in Via Washington 27 Milano, in prima convocazione, ed occorrendo per il giorno 28 aprile alle ore 9,30, stesso luogo, in eventuale seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente:
ORDINE DEL GIORNO
1. Approvazione bilancio consuntivo 2014;
2. Bilancio preventivo 2015;
3. Rinnovo cariche sociali.
Modalità di intervento e voto ai sensi di legge e dello statuto sociale.
Si ricorda che per intervenire occorre essere in regola con il versamento della quota di iscrizione per l'anno in corso.
IL PRESIDENTE
Avv.Marisa F.Costelli
 
SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE 37/2015. QUALI GLI EFFETTI PER GLI ATTI DI IMPOSTA ? PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 08 Aprile 2015 15:15
La recente sentenza 37/2015 della Corte Costituzionale  ha dichiarato illegittime le nomine a “dirigente” di ben 787 funzionari dell’Agenzia delle Entrate che non avevano sostenuto un pubblico concorso, e  che hanno anche percepito le indennità da dirigente.
Questa sentenza può avere effetti dirompenti per quanto riguarda gli avvisi di liquidazione di imposta e le irrogazioni delle sanzioni firmati da uno di questi "dirigenti". E la nostra Associazione sta studiano i motivi per impugnarli.
La prima cosa da fare è accertare se sia stato uno di questi dirigenti a firmare il provvedimento amministrativo fiscale che si intende contestare.
Per avere tale informazione occorre presentare all'Agenzia delle Entrate competente una istanza di accesso agli atti. Per facilitare le cose alleghiamo un facsimile da completare ed inviare previa iscrizione alla nostra Associazione, che nel frattempo sta predisponendo gli altri atti per contestare i vizi amministrativi del provvedimento fiscale da impugnare.
In considerazione del grande interesse a questa problematica e per agevolare il massimo accesso dei cittadini ad una giusta tutela tramite il nostro aiuto, è richiesto solo il versamento come "simpatizzante" di  Euro 5,00 anzichè la quota ordinaria di Euro 25,00. Ciò darà diritto a ricevere la prima consulenza gratuita dei nostri esperti.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Aprile 2015 17:33
 
USURA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 07 Aprile 2015 16:08
Dopo la famosa sentenza della Corte di Cassazione N.350/2013 continua la roulette russa delle pronunce dei giudici di merito.
Segnaliamo una recente sentenza del Tribunale di Enna - favorevole al cliente della banca - secondo cui non sono dovuti gli interessi sul mutuo quando la somma fra il tasso degli interessi corrispettivi e moratori risulta superiore al tasso medio risultante dall’ultima rilevazione ministeriale aumentato della metà, applicabile alla data di stipula del contratto oggetto del giudizio. E ciò perché, da una parte, è la legge 108/96 a imporre di considerare le due voci di interessi e, dall’altra, l’interpretazione autentica della disposizione fornita dall’articolo 1 del decreto 394/00, così come convertito dalla legge 24/2011 a far sì che la natura usuraria dei tassi di interesse debba essere determinata con riferimento al momento della convenzione e non a quello della dazione. È quanto emerge dalla sentenza 25/2015, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Enna.
 
INCHIESTA MONTE DEI PASCHI DI SIENA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 07 Aprile 2015 10:20
MILANO - La Procura di Milano ha chiuso le indagini nei riguardi degli ex dirigenti della Banca Monte dei Paschi di Siena, accusati  di falso in bilancio e manipolazione del mercato in relazione al bilancio 2009 dell'istituto, approvato nel 2010,
Secondo l'accusa, sarebbero state occultate perdite per oltre 300 milioni di euro.
L'avviso di chiusura delle indagini è stato notificato a Giuseppe Mussari, ex presidente di Banca Monte dei Paschi, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza, Sadeq Sayeed, ex ceo della banca d'affari Nomura International, con sede a Londra, Raffaele Ricci, responsabile delle vendite per l'Europa e il Medio Oriente di Nomura, e, inoltre, alla stessa Banca Monte dei Paschi e a Nomura.
L'inchiesta - diretta dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e dai pm Baggio, Civardi e Clerici, e svolta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza - ha riguardato l'operazione di finanza strutturata finalizzata a ristrutturare il derivato Alexandria, posseduto da Banca Monte dei Paschi, attraverso un contratto stipulato tra Mps e Nomura.
Le indagini hanno permesso di evidenziare una ipotesi di accusa relativa all'occultamento di perdite per oltre 300 milioni di euro non evidenziate nel conto economico del bilancio di Mps chiuso al 31 dicembre 2009.
Invitiamo coloro che hanno investito in MPS nel 2009 o che avevano titoli in tale periodo a contattare la nostra Associazione per valutare la possibilità di costituirsi parte civile nel processo quando verrà fissata l'udienza preliminare.
Ultimo aggiornamento Martedì 07 Aprile 2015 10:22
 
FONSAI MILANO FISSA UDIENZA 5 MAGGIO 2015. PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 02 Aprile 2015 17:01

ll Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano, Dott.Andrea Ghinetti accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero Dott. Luigi Orsi, ha fissato per il 5 maggio 2015 la prima udienza dell'ultimo processo relativo al crack Fonsai.

Il procedimento vede imputati, oltre a Gioachino Paolo Ligresti anche Pier Giorgio Bedogni, ex dirigente addetto alla redazione dei bilanci della compagnia assicurativa, e Fulvio Gismondi, attuario incaricato dalla medesima società.

Le ipotesi di reato vanno dalla falsificazione del bilancio 2010 di Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni, all'alterazione del prezzo delle azioni Fonsai fino alla falsificazione della relazione sulle riserve dei sinistri RC Auto.

Si tratta dello stesso filone di indagini per cui, nel gennaio 2014, era già stata fissata udienza preliminare avanti al GUP di Torino Dott.ssa  Boemio, che si era dichiarata territorialmente incompetente, disponendo la trasmissione degli atti alla procura di Milano.

La nostra Associazione - che sta già assistendo gli investitori  nei processi a Torino - è a disposizione per assistere chi non abbia ancora presentato la sua richiesta di risarcimento dei danni come parte civile.

Per ricevere assistenza è necessario contattare la nosra sede di Milano entro e non oltre il 20 aprile 2015.

 
PROCEDURA DI SOVRAINDEBITAMENTO. ECCO IL REGOLAMENTO PER GLI ORGANISMI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 02 Aprile 2015 15:52
Dopo diversi mesi dall'emanazione della legge 3 del 2012 con il regolamento del 24 settembre 2014 pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, è stata disciplinata l'istituzione presso il Ministero della Giustizia del Registro degli Organismi costituiti da parte di enti pubblici, deputati alla gestione della crisi da sovraindebitamento del debitore non soggette ne' assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali.
Il regolamento disciplina, altresi', i requisiti e le modalita' di iscrizione nel medesimo registro, la formazione dell'elenco degli iscritti e la sua revisione periodica, la sospensione e la cancellazione dal registro dei singoli organismi, nonche' la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura.
Ricordiamo che per «sovraindebitamento» si intende una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonche' la definitiva incapacita' del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
Il debitore che ricorre alla procedura del sovraindebitamento ha come beneficio la sospensione dalle azioni esecutive dei creditori.
 
TELESELLING, OVVERO TELEFONATE MOLESTE. REGISTRO OPPOSIZIONI INUTILE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 02 Aprile 2015 14:14
Si scrive teleselling, ma si legge chiamate indesiderate a tutte le ore, di giorno e di notte, per estorcere contratti di cui non si hanno ben chiare informazioni, clausole e prezzi. Un martellamento telefonico da cui nessuno si salva e che da anni insidia la vita degli italiani costretti a subire un marketing selvaggio e aggressivo che propone “offerte imperdibili dal sicuro risparmio” sulla bolletta del telefono fisso, del cellulare e sull’abbonamento per i servizi televisivi via satellite a pagamento.
Peccato, però, che queste telefonate violino le nuove tutele sui diritti dei consumatori nelle vendite a distanza, in vigore dal 13 giugno 2014. A rilevarlo nei giorni scorsi è stato il garante della concorrenza che ha avviato cinque procedimenti istruttori nei confronti di Fastweb, Vodafone, Telecom, H3g e Sky Italia, in cui viene ipotizzata proprio la violazione delle nuove disposizioni che hanno introdotto specifici requisiti di forma per la validità del teleselling.
La normativa, aggiornando il Codice del consumo del 2005 che non prevedeva regole ad hoc per questi contratti sottoscritti direttamente a casa del consumatore, per strada, presso alberghi, fiere e, ovviamente al telefono, ha infatti imposto la necessaria conferma scritta dei contratti conclusi per telefono, imponendo che la sottoscrizione non vincoli chi riceve telefonate promozionali, se alla chiamata non fa seguito un contratto scritto che contenga tutte le informazioni utili al consumatore in modo chiaro e dettagliato e che ha effetto solo dopo esser stato accettato e firmato per iscritto, anche con firma elettronica.
La giungla del mondo delle vendite telefoniche è, quindi, nuovamente rientrata nel mirino dell’Antitrust che, questa volta, per fare chiarezza avrà anche il supporto del Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza che sta svolgendo ispezioni nelle sedi di Roma e Milano dei 5 big. L’ennesima lotta contro questo fenomeno che, oltre a demoralizzare il singolo consumatore, ha sfiancato anche il Garante della Privacy. In una recente intervista, infatti, Antonello Soro, paragonando il telemarketing illecito “a un’idra a sette teste”, lo ha anche definito “una barzelletta”, visto che nonostante normative, leggi, sanzioni, disposizioni, regole e campagne d’informazione per debellarlo, poi nulla cambia. “Le aziende – spiega Soro – confidano in un uso molto aggressivo del marketing. Pensano che fare tante pressioni sul consumatore sia conveniente e poi la crisi li spinge a tagliare sui costi del call center, con gli operatori che diventano sempre più maleducati”.
E le denunce dei consumatori non mancano. “A 8 mesi dall’entrata in vigore della Consumers Right, le aziende – spiega il Movimento Difesa del Cittadino – non hanno fatto nulla per mettere a norma i propri processi di vendita a distanza e tutti continuiamo a ricevere intrusioni non gradite da chi cerca di piazzare servizi e prodotti”. Telefonate che, addirittura, si trasformano in stalking, come nel caso di centinaia di abbonati che hanno protestato per la ricezione di 10/15 telefonate di seguito ma “mute”, nelle quali – una volta risposto – non si viene messi in contatto con alcun interlocutore. Vengono fatte dai sistemi automatizzati di chiamata che generano un numero di telefonate superiore agli operatori disponibili per eliminare i tempi morti dei call center.
Del resto il meccanismo del teleselling è facilissimo e rappresenta da sempre la gallina dalle uova d’oro: con appena 5 centesimi a recapito, le aziende comprano tariffari completi di nome, cognome e numero di telefono da contattare per vendere qualcosa, che sia un abbonamento o un prodotto. I nominativi, poi, finiscono in una catena complessa di società che se li scambiano e, via via, i dettagli aumentano: sesso, professioni, preferenze e status sociale. Un identikit illegale, dal momento che la normativa del teleselling prevede che possano essere contattati solo i consumatori che hanno espressamente dato il loro consenso. Invece, queste liste sono composte perlopiù da numeri che compaiono negli elenchi telefonici pubblici, da quelli presenti illegalmente su Internet e dai nominativi di chi, magari, compila un modulo per partecipare a un concorso sul web o attiva una carta fedeltà e, senza accorgersene, firma anche il consenso all’utilizzo dei propri dati personali per scopi pubblicitari.
Far valere i propri diritti è, quindi, un’impresa anche perché le regole approvate fin qui sono un po’ spuntate, come nel caso del Registro delle opposizioni nato due anni fa e tenuto dalla fondazione Bordoni controllata dal ministero dello Sviluppo Economico, che al primo marzo 2015 contava 1.354.007 numerazioni intestate a cittadini che hanno manifestato il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing. Il meccanismo di base dovrebbe essere semplice: se ci si iscrive, non si dovrebbero mai ricevere telefonate pubblicitarie. Ma questo strumento, tuttavia, non tutela i numeri di telefono fissi e quelli dei cellulare non iscritti all’elenco. Contatti che, quindi, possono essere chiamati se si trovano illegalmente altrove. E nulla cambia se al call center si chiede di cancellare il nominativo. Del resto le Associazioni dei consumatori hanno espresso sin dall’inizio profonde perplessità sulla disciplina, sostenendo che la logica è sbagliata: sarebbe, infatti, bastato prevedere l’iscrizione ad un Registro solo da parte degli interessati a ricevere telefonate al proprio domicilio anziché il contrario.
Ultima arma che si ha a disposizione nel caso di telefonate pubblicitarie indesiderate, nonostante ci si sia iscritti al Registro delle opposizioni o non si abbia mai dato il consenso, è mandare una segnalazione al Garante della Privacy tramite due moduli, uno per le utenze riservate, l’altro per le utenze iscritte al Registro. Poi, una volta verificato che la segnalazione contiene elementi sufficienti, il Garante avvia l’accertamento sul rispetto della normativa in materia, rivolgendosi alle società che, direttamente o indirettamente, hanno effettuato la promozione telefonica. E, accertata la violazione, l’Autorità interviene anche con sanzioni che vanno da 10mila a 120mila euro.
Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/01/chiamate-telefoniche-indesiderate-come-non-finiscono-registro-opposizioni/1554440/
Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Maggio 2015 09:35
 
C'E' ANCORA TEMPO PER PRESENTARE DOMANDA DI CONCILIAZIONE PER I CONVERTENDO BPM PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 03 Marzo 2015 15:09
Ricordiamo che dal 15 settembre 2014 si è riaperta la procedura di conciliazione paritetica che durerà circa un anno volta a cercare una soluzione  anche per gli azionisti della Banca Popolare di Milano, avente a oggetto il prestito obbligazionario denominato “Convertendo 2009/2013 – 6,75%” (codice ISIN IT0004504046).
Banca Popolare di Milano, ha infatti sottoscritto lo scorso 30 giugno 2014, con diverse associazioni dei consumatori, tra cui anche ADUSBEF, un Atto Modificativo ed Integrativo del Protocollo d’Intesa relativo alla procedura di conciliazione paritetica, con cui è stata prevista la proroga dei termini per la presentazione delle domande di ammissione della Clientela retail e la possibilità di accesso alla procedura, al ricorrere di talune condizioni, anche per gli Azionisti BPM.
CHI PUO' ADERIRE
Alla procedura di conciliazione, che rimane gratuita per tutti coloro che decideranno di avvalersene, potranno accedere:
gli Azionisti BPM (persone fisiche), che abbiano esercitato, nel periodo compreso tra il 15 giugno 2009 e il 15 luglio 2009 in tutto o in parte, i diritti di opzione su obbligazioni del Convertendo loro assegnati automaticamente e/o abbiano acquistato, e successivamente esercitato, nuovi diritti di opzione su obbligazioni del Convertendo, a integrazione di quelli loro assegnati, pur non avendo essi pienamente compreso la natura e i rischi dell’investimento in titoli del Convertendo;
i Clienti retail (persone fisiche) che non abbiano già aderito, con qualunque esito, alla procedura, i quali, nel periodo compreso tra il 7 settembre 2009 e il 30 dicembre 2009, abbiano sottoscritto obbligazioni del Convertendo presso una filiale delle Banche commerciali del Gruppo BPM (ossia, oltre alla Capogruppo, le ex Banca di Legnano e CR Alessandria e la Banca Popolare di Mantova);
i Clienti retail (persone fisiche) che, nel periodo compreso tra il 15 giugno 2009 e il 15 luglio 2009, abbiano acquistato diritti di opzione su obbligazioni del Convertendo presso una filiale delle suddette Banche del Gruppo BPM.
Sono comunque esclusi dalla procedura: gli investitori istituzionali e/o professionali, coloro che abbiano autonomamente sottoscritto titoli del Convertendo esclusivamente tramite Internet e gli azionisti che non siano stati destinatari di alcuna sollecitazione all’investimento da parte del personale delle Banche commerciali del Gruppo BPM.
COME ADERIRE
I Clienti e gli Azionisti al fine di accedere alla procedura dovranno compilare un apposito MODULO DI ADESIONE e il MANDATO DI RAPPRESENTANZA a una delle associazioni dei consumatori. Il modulo di adesione compilato dovrà essere poi presentato presso una filiale delle suddette Banche commerciali del Gruppo BPM, oppure inviato con lettera raccomandata alla Segreteria Tecnica Convertendo (Banca Popolare di Milano, Galleria De Cristoforis, n. 7/8, 20121 Milano), oppure ancora per il tramite, o con l’assistenza, di una Associazione dei Consumatori, a scelta del Cliente o dell’Azionista. A tal fine, il suddetto modulo riporterà la lista completa delle Associazioni firmatarie o aderenti all’Atto Modificativo ed Integrativo, tra le quali il Cliente o l’Azionista potranno liberamente scegliere quella cui farsi assistere, senza alcun onere economico o vincolo a carico degli stessi.
Le domande di accesso alla procedura di conciliazione potranno essere presentate a partire dal 15 settembre 2014 e fino al 30 settembre 2015.
LA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE
La trattazione di ciascuna posizione al fine di valutare l'ammissibilità della domanda e, in caso positivo, la sussistenza o meno dei presupposti di risarcibilità e i termini dell’eventuale conciliazione, avverrà, di regola, entro 90 giorni dal ricevimento, da parte della Segreteria Tecnica Convertendo, della domanda del Cliente o dell’Azionista. Un’apposita Commissione di Conciliazione (composta pariteticamente da un esponente della BPM e da uno dell’Associazione dei Consumatori indicata dal cliente nel modulo di adesione) procederà poi all'analisi dei singoli casi e, ove i conciliatori ne verifichino concordemente i presupposti, formulerà al Cliente o all’Azionista una proposta di conciliazione. In caso di accettazione della proposta, il pagamento della somma pattuita è previsto entro trenta giorni lavorativi dalla data di ricevimento della suddetta accettazione da parte della Segreteria Tecnica Convertendo. Ove la proposta non dovesse invece essere accettata, il Cliente o l’Azionista riprenderà piena libertà di adottare tutte le iniziative che riterrà più opportune.
Al fine di determinare la percentuale dell'eventuale rimborso, la posizione del Cliente o dell’Azionista sarà ricondotta dalla Commissione a una delle tre categorie previste dall’Atto Modificativo ed Integrativo, che prevedono differenti misure di rimborso della perdita: quest’ultima rimane quantificata – in via forfetaria e standardizzata – nel 65% del valore nominale delle obbligazioni sottoscritte (anche per tramite dell’esercizio dei diritti di opzione). Di seguito le tre categorie:
– Categoria A: rimborso massimo sino al 100% della perdita forfettaria (i.e. 65% del valore nominale delle obbligazioni sottoscritte);
– Categoria B: rimborso massimo sino al 60% della perdita forfettaria (i.e. 65% del valore nominale delle obbligazioni sottoscritte) per i Clienti e sino al 50% della perdita forfettaria (i.e. 65% del valore nominale delle obbligazioni sottoscritte) per gli Azionisti;
– Categoria C: nessun rimborso.
Infine, si fa presente che il testo integrale dell’Atto Modificativo ed Integrativo sottoscritto, a cui si rinvia per maggiori informazioni, sarà pubblicato, nei prossimi giorni, sui siti internet delle Banche commerciali del Gruppo e su quelli della Associazioni dei consumatori firmatarie ed aderenti.
Quanto all'onere economico aggiuntivo a carico della Banca derivante dalla suddetta proroga ed estensione della Procedura Conciliativa, si ritiene che esso – sebbene misurabile in via definitiva solo alla conclusione della stessa – trovi copertura nell'importo residuo del fondo già accantonato nel bilancio al 31 dicembre 2013
Ultimo aggiornamento Martedì 03 Marzo 2015 15:10
 
MUTUI ANCORATI A FRANCO SVIZZERO ATTENZIONE ALLA RATA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 25 Febbraio 2015 18:39

A seguito della manovra del governo elvetico sul rapporto di cambio Franco Svizzero - Euro del 15 gennaio, chi ha stipulato un mutuo in franchi svizzeri,  attirato dai tassi più bassi del Libor rispetto al nostro Euribor - avrà un aumento della rata del mutuo di circa il 30%, mentre procedere a un’estinzione anticipata del finanziamento significherà affrontare un’operazione sicuramente ancora più onerosa. E la situazione non è migliore per i mutui stipulati più di recente, perché il valore residuo allo stato attuale delle cose sarebbe sicuramente più alto rispetto a quello complessivo dell’immobile.

 
GRANDE VITTORIA AVV. TANZA - ADUSBEF. BANCA CONDANNATA A RESTITUIRE SEI MILIONI DI EURO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 25 Febbraio 2015 18:04
SCARICA ALLEGATO
 
RAPINATORI SVUOTANO CASSETTE DI SICUREZZA. LA BANCA E' TENUTA A RISARCIRE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 24 Febbraio 2015 13:23

Le rapine in banca sono sempre più numerose, anche in pieno giorno. E spesso a farne le spese sono i clienti che hanno depositato nelle cassette di sicurezza gioielli di famiglia, orologi, denaro o anche documenti importanti, ritenendo che tali valori così fossero al sicuro.

Ricordiamo ai nostri utenti che la banca è tenuta a precisi obblighi di sicurezza dei locali e dei sistemi di sorveglianza, e quindi se non li rispetta il cliente ha diritto ad essere risarcito dell'intero valore venale dei beni depositati.

La Cassazione ha stabilito che  in tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nel caso di sottrazione dei beni custoditi nella cassetta di sicurezza a seguito di furto - il quale non integra il caso fortuito, in quanto è evento prevedibile, in considerazione della natura della prestazione dedotta in contratto - grava sulla banca, ai sensi dell'art. 1218 cod. civ., l'onere di dimostrare che l'inadempimento dell'obbligazione di custodia è ascrivibile ad impossibilità della prestazione ad essa non imputabile (per avere tempestivamente predisposto impianti rispondenti alle più recenti prescrizioni in tema di sicurezza raccomandate nel settore), non essendo sufficiente, ad escludere la colpa, la prova generica della sua diligenza, dal momento che tale disposizione generale, che regola l'inadempimento delle obbligazioni contrattuali, si applica anche in presenza di una clausola limitativa della responsabilità della banca, da ricondurre all'art. 1229 cod. civ. e che riguardi l'ammontare del debito risarcitorio, non l'oggetto del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 27 dicembre 2011.

Per ogni evenienza consigliamo comunque di verificare sul contratto relativo alla cassetta di sicurezza quali siano i massimali che l'assicurazione risarcisce e quanto sia l'importo assicurato.

Se vi dovesse malauratamente capitare una situazione di questo tipo, ricordate di fare  un elenco delle cose che erano depositate in cassetta di sicurezza e di non accettare subito proposte di indennizzo irrisorie da parte della banca se non prima avere contattato la nostra associazione. In ogni caso fare denuncia e reclamo alla banca chiedendo il risarcimento per omessa adeguata custodia.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio 2015 13:26
 
CONSIGLI PER IL MUTUO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L   
Venerdì 20 Febbraio 2015 17:30
SCARICA L'ARTICOLO
 
ENTRA IN VIGORE LA MEDIAZIONE ASSISTITA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 09 Febbraio 2015 13:28

Da oggi 9 febbraio 2015 entra in vigore la mediazione assistita. Una importante evoluzione introdotta dal legialtore, ma che complica ulteriormente il già complesso quadro delle ADR.

Per fare un po di chiarezza alleghiamo delle tavole riepilogative sulla mediazione assistita.

Inoltre, la tavola seguente mostra la differenza - per materie - tra la media/conciliazione e la mediazione assistita, dove esiste la condizione di procedibilità (ossia non si può andare direttamente dal giudice)..

OGGETTO DELLA CONTROVERSIA PROCEDURA
Affitto di aziende Mediazione
Autotrasporto o sub-trasporto (contratti) Negoziazione assistita
Comodato Mediazione
Condominio Mediazione
Contratti assicurativi Mediazione
Contratti bancari Mediazione
Contratti finanziari Mediazione
Diritti reali (proprietà, usufrutto, abitazione, ecc.) Mediazione
Divisione di beni in comunione Mediazione
Domanda di pagamento a qualsiasi titolo, per somme fino a 50mila euro, salvo rientri in una delle materie per cui è prevista la mediazione Negoziazione assistita
Locazione Mediazione
Patti di famiglia Mediazione
Risarcimento danno per diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità Mediazione
Risarcimento danno per responsabilità medica e sanitaria Mediazione
Risarcimento danno per sinistri stradali e da circolazione di natanti Negoziazione assistita
Successioni ereditarie Mediazione

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Febbraio 2015 18:49
 
CASO LEHMAN BROTHERS - SENTENZA CONTRO PATTI CHIARI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 03 Febbraio 2015 11:08

Il Giudice del Tribunale di Cuneo Natalia Fiorello ha condannato il consorzio dell'Abi 'Patti Chiari' e la Banca Regionale Europea Spa a risarcire oltre 80 mila euro, più le spese legali, a D.B., risparmiatore cuneese che nel dicembre 2005 aveva investito la medesima somma nelle obbligazioni Lehman Brothers denominate Float 08 EUR. La sentenza è del 15 gennaio scorso.

"La decisione è stata presa perché il risparmiatore non era stato informato per tempo dalla banca dell'elevato rischio delle obbligazioni - spiega Elio Lannutti, dell'Adusbef -, reclamizzate con il massimo dell'affidabilita' dal consorzio, che si era ben guardato dall'informare entro due giorni i clienti dell'aggravamento del livello di rischio dei bond acquistati in modo da venderli in tempo utile".

Il Consorzio 'Patti Chiari' nasce nel 2003 su iniziativa dell'Abi per offrire ai risparmiatori un servizio informativo continuo fondato su valori di chiarezza, comprensibilità e comparabilità del prodotto. I titoli in questione erano stati messi in vendita nel novembre 2003 ed erano gestiti dalle banche intermediarie certificate ed autorizzate all'uso del marchio 'Patti Chiari'.

"La sentenza è storica - sostiene l'avvocato Giuseppe Di Dio, che ha seguito la causa con gli avvocati Sebastiano Zuccarello e Giovanna Pellegrini - perché a sei anni dal crack di Lehamn Brothers è la prima volta che il consorzio dell'Abi 'Patti Chiari' subisce una condanna".

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2015 11:08
 
SVIZZERA: OPERAZIONE DI VARIAZIONE PLAFOND CAMBIO FRANCO SVIZZERO EURO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 16 Gennaio 2015 13:31
Il 15 gennaio 2015 in pieno orario di negoziazioni finanziarie la banca centrale elvetica ha abolito il plafond di 1,20 fissato per il cambio contro euro, facendo rompere al franco la soglia fissata oltre tre anni fa.
Contestuale alla decisione sulla valuta, quella sui tassi, ridotti di mezzo punto percentuale a -0,75%.
Nel comunicato dell'istituto centrale che accompagna la duplice mossa su cambio e tassi, l'istituto centrale ha spiegato  che il tetto su euro era stato introdotto - il 6 settembre 2011 - in ragione di circostanze eccezionali. Le prospettive di politica monetaria tra le diverse aree economiche sono inoltre divergenti e tenderanno a divergere ulteriormente.
La decisione svizzera ha preseo  in contropiede i mercati finanziari sui quali si sono realizzate pesanti vendite sull'azionario, portando l'indice di Zurigo in caduta fino a oltre 8% - deprezzamento giornaliero record da ottobre 2008 - con effetti negativi anche sul resto dei listini europei.
Abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni che alcune banche d'affari italiane ieri hanno bloccato le piattaforme di trading senza comunicare alcunchè ai loro clienti, registrando immediatamente la chiusura delle operazioni in derivati con pesanti perdite a carico dei clienti stessi.
Registriamo che in molti casi non sono state nemmeno applicate le garanzie di stopp loss contrattuali o specifiche che avrebbero realizzato un contenimento delle perdite.
Ricordiamo agli investitori che fossero stati vittime di inadempimento da parte del loro intermediario finanziario di perdite dovute a tale comportamento, che siamo a disposizione per intervenire e invitiamo a prendere immediato contatto con la nostra Associazione di Consumatori per chiedere il risarcimento dei danni e la restituzione degli addebiti illegittimi effettuati dalla banca sul loro conto corrente.
Invitiamo inoltre i nostri lettori a verificare se il loro mutuo era stato in qualche modo ancorato alla valuta svizzera in quanto potrebbero esserci variazioni in aumento della rata.
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Febbraio 2015 10:54
 
BASTONATA DALL'ANTITRUST A SDL: 100.MILA EURO DI MULTA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 09 Dicembre 2014 19:20
Antitrust: sanzione 100mila euro a società consulenza Sdl
Pubblicità ingannevole, plauso dell'Adusbef

Fonte ANSA - ROMA, 9 DIC -
L'Antitrust ha deliberato di irrogare a SDL Centro Studi, una sanzione amministrativa pecuniaria di 100.000, per una pubblicità ingannevole/comparativa illecita che pubblicizzava la soluzione dei problemi per i correntisti che hanno rapporti con le banche. Iniziativa che riceve il plauso dell'Adusbef che aveva denunciato il 4 aprile 2014 ad alcune Procure della Repubblica ed all'Antitrust.
SDL Centrostudi SpA, si reclamizza come :"una realtà capace di fornire supporto ad aziende e famiglie, attraverso una metodologia che comprende una prima fase, dedicata a predisporre check-up gratuiti su tutti i suoi prodotti/servizi offerti, al fine di ripristinare la correttezza dei rapporti tra il sistema finanziario/bancario e imprese e famiglie, laddove si siano manifestate asimmetrie informative, usura bancaria e/o vessazioni".
L'Adusbef rileva come "Sdl, che si spaccia con la fuorviante qualifica di Onlus, rispetto alla propria natura giuridica ed ai servizi di consulenza finanziaria ed analisi contabili a pagamento, promette 'check - up gratuiti' su tutti i suoi prodotti servizi che sono invece a pagamento con costi minimi di 1.575 euro, oltre al 25% del valore che riesce a recuperare nei confronti di banche a seguito del recupero degli interessi passivi anatocistici e/o usurari e delle spese bancarie ingiustamente addebitate dall'Istituto di credito.
Per l'associazione, Sdl contattava migliaia di imprese, molte delle quali hanno gravissimi problemi con le banche, facendo ritenere che la maggior parte dei conti correnti (ben il 90%) sarebbe afflitto da problemi di usura ed anatocismo, promettendo tramite perizie di parte la restituzione del maltolto, con conseguente citazioni giudiziarie e perizie certificate prive di alcun valore probatorio, come risulta dalla VI Sez.Civ. del Tribunale di Milano del 1 luglio 2014, che ha condannato una impresa:" la cui lacunosità della documentazione considerata dal perito di parte nell'elaborazione dei conteggi inficia l'attendibilità della consulenza
 
Inchiesta Unipol-Fonsai, perquisiti advisor a Milano: due nuovi indagati La Guardia di Finanza a Torino PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 14 Novembre 2014 17:24

Fonte: www.lastampa.it

13/11/2014

MASSIMILIANO PEGGIO

Fa un nuovo passo in avanti l’inchiesta sulla fusione tra Unipol e Fonsai, dopo che la competenza dell’inchiesta è stata trasferita dalla Procura di Milano a quella di Torino. Stamane la Guardia di Finanza torinese, su delega del pm Marco Gianoglio, hanno effettuato perquisizioni negli uffici della Ernst & Young, Gualtieri e associati e Boston consulting che hanno partecipato alla definizione dei valori di concambio delle azioni di Unipol, Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni, Premafin, ex cassaforte dei Ligresti.

La Ernst & young ha assunto il ruolo di perito nominato dal tribunale di Torino per la relazione sulla congruità dei rapporti di cambio. Sul registro degli indagati per concorso in manipolazione del mercato e falso in bilancio sono finiti il professore Paolo Gualtieri del Gualtieri & associati (prof della cattolica di Milano) ed Enrico Marchi partner di Ernst & Young.

L’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Marco Gianoglio ed Eugenia Ghi - in forza al pool penale dell’economia della Procura della Repubblica di Torino - è finalizzata a chiarire, anche alla luce dei bilanci d’esercizio 2012 dei gruppi assicurativi interessati, se vi siano state delle alterazioni nei bilanci stessi e delle forzature nelle valutazioni societarie, che hanno poi contribuito a determinare i rapporti di cambio nell’ambito della fusione.

L’attività delle Fiamme Gialle - informa una nota - è mirata alla ricerca dei documenti, delle carte di lavoro e della corrispondenza intercorsa tra consulenti e referenti societari, a partire dal febbraio 2012, quando si iniziarono ad ipotizzare i primi rapporti di cambio in relazione alla fusione, poi approvati definitivamente il 20 dicembre 2012.

Contestualmente alle perquisizioni, sono in corso, a Torino e a Milano, innanzi a magistrati e finanzieri, numerose deposizioni - in qualità di persone informate sui fatti - di advisor finanziari che hanno preso parte alle attività consulenziali.

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Novembre 2014 17:38
 
ROTTAMAZIONE DELLE ESECUZIONI GIUDIZIARIE ANTIECONOMICHE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 14 Novembre 2014 16:22
Le  recenti modifiche riguardanti il pacchetto Giustizia emanate dal Governo con il DL n. 132 del 12.09.2014 convertito in legge n. 162 del 10.11.2014, hanno suscitato un vespaio di critiche da molti fronti, in quanto le novità sono apparse subito farragginose, di difficile applicazione e comunque in alcuni casi di scarsa rilevanza pratica.
Tuttavia del marasma della normativa si scopre un minuscolo articolo (l'art. 164 bis) che potrebbe avere una applicazione di estremo interesse e importanza per la tutela del debitore.
La norma di cui trattasi è l'art. 164 bis il quale prevede che se il giudice ravvisa l'impossibilita' di conseguire un ragionevole soddisfacimento delle ragioni dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene, e delle probabilità di realizzo, DISPONE LA CHIUSURA ANTICIPATA DEL PROCESSO ESECUTIVO.
Si tratta di una novità di tutto rilievo che rischia di far chiudere definitivamente migliaia di vecchie procedure di esecuzione forzata, avviate tramite il pignoramento di case e immobili vari (terreni, fabbricati, quote di comproprietà su beni indivisi, ecc.).
La "rottamazione" delle vecchie pratiche di esecuzione ha un sua base di giustizia perchè lo scopo è quello di non permettere la "svendita" di beni sottoposti alle aste, favorendo indirettamente la speculazione.
Un esempio servirà meglio a capire.
Mettiamo che Tizio abbia un debito con la banca di 100mila Euro. Quest’ultima, pertanto, gli pignora la casa del valore di 200mila Euro, con la speranza di poterla vendere e soddisfare quanto non ancora incassato. Se, per ipotesi di scuola, si riuscisse a vendere l’immobile al reale valore di mercato (200mila Euro), si avrebbe una perfetta situazione di giustizia: la banca otterrebbe i suoi 100mila euro e il residuo della vendita (gli altri 100mila Euro) andrebbero al debitore che li potrebbe usare per acquistare una nuova casa ove andare a vivere.
Ma questa è un’ipotesi virtuale, che quasi mai ricorre. Molto più spesso, gli interessati all’acquisto di un immobile tramite il tribunale attendono che si svolgano più aste e che le stesse “vadano deserte” (ossia non si presenti nessuno), in modo che, ad ogni successivo passaggio, il giudice faccia scendere sempre più la “base d’asta”. Potrebbe allora verificarsi, per ipotesi (anche questa ipotetica) che, a seguito di numerosi ribassi, la casa venga venduta a 30mila Euro.  Un caso simile è balzato alla cronaca proprio pochi giorni fa.
Risultato: la banca rimarrà ancora creditrice di 70mila euro, il debitore rimane senza casa e il suo sacrificio non gli è valso neanche la possibilità di liberarsi dal debito, poiché la banca potrà continuare ad aggredirlo fino a totale soddisfazione.
Insomma: la compressione del diritto (alla proprietà) del debitore non può mai pregiudicare in modo irragionevole i suoi diritti della persona.
Questo principio è stato ribadito anche la Corte di Giustizia europea in una recente sentenza che riguardava un caso diverso. La sentenza, che abbiamo pubblicato sul sito, ha riaffermato l'esigenza di tutelare il diritto alla casa del debitore in particolari condizioni di disagio sociale.
Quindi, riassumendo ora  il giudice ha la possibilità, attraverso l'applicazione dell'art. 164 bis della Legge 162/2014, di chiudere l'esecuzione infruttuosa e il debitore rientrerà nella disponibilità della sua abitazione, o delle sue cose.
Il  debito non sparisce, ma il debitore avrà migliori possibilità di vendere successivamente i suoi beni a prezzi di mercato e pagare il debitore senza essere massacrato dalla speculazione.
Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Novembre 2014 17:04
 
EQUITALIA DEVE DARE IL PREAVVISO PER ESEGUIRE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 04 Novembre 2014 19:02
Rivoluzione della Cassazione a Sezioni unite: pignoramenti immobiliari e fermi illegittimi se non preceduti dal contraddittorio amministrativo col contribuente.

È una vera rivoluzione la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione dello scorso 18 settembre 2014 in materia di riscossione dei crediti erariali. Passata forse inosservata, la pronuncia – dettata dal massimo consesso – stabilisce un nuovo divieto per Equitalia: un divieto che neanche il Decreto del Fare (già noto per i numerosi paletti imposti all’esecuzione forzata) aveva previsto. In pratica, la pronuncia impone all’Agente della riscossione, prima di iscrivere un’ipoteca o un fermo per mancati pagamenti di cartelle, di attivare sempre il contraddittorio con il debitore, in quanto si tratta di misure lesive dei suoi diritti.
Che significa in pratica?
Che, sia nel caso di ipoteche, di fermi che di pignoramenti mobiliari, la misura cautelare o il pignoramento devono essere sempre preceduti da un formale invito al contribuente a fornire chiarimenti entro trenta giorni.   L’ipoteca iscritta senza invito preventivo produce comunque effetti, ma se ne può chiedere al giudice la cancellazione, eccependone l’illegittimità.
La portata rivoluzionaria della sentenza in commento è facile da comprendere.
Fino a ieri, l’obbligo del preventivo contraddittorio e confronto con il contribuente era riconosciuto solo nei confronti dell’Agenzia delle entrate, ossia per tutte quelle procedure che confluivano poi in un avviso di accertamento (per esempio gli accertamenti realizzati con gli studi di settore). Invece, oggi, per la prima volta, tale diritto del contribuente è stato riconosciuto anche davanti ad Equitalia (in coerenza con la legge, che ha da tempo esteso le garanzie dello Statuto dei diritti del contribuente ai concessionari della riscossione).
In caso di pignoramenti
La sentenza fa riferimento solo a fermi e ipoteche. Ma il principio sembra doversi estendere anche al caso di pignoramenti.Le considerazioni della Cassazione, infatti, sembrano doversi applicare a qualsiasi attività di Equitalia che si traduca in atti o provvedimenti pregiudizievoli per il contribuente. Infatti, se la parte ha diritto a essere sentita prima dell’adozione delle misure cautelari, ancor più ciò deve essere garantito nei procedimenti espropriativi.
La legge già prevede, se è decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento, che gli atti espropriativi siano preceduti dalla notifica di una intimazione di pagamento con l’invito a pagare le somme dovute entro cinque giorni. Tale intimazione potrebbe svolgere le funzioni dell’invito al contraddittorio, purché preveda il maggior termine di 30 giorni per rispondere all’avviso.
Cosa cambia da oggi: come difendersi in caso di mancato preavviso
D’ora in poi, dunque, occorrerà sempre verificare se le procedure adottate da Equitalia rispettino i principi dettati dalla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione. In particolare, posto che l’ipoteca o il fermo dovranno essere sempre preceduti da un invito al contraddittorio, come può materialmente difendersi il contribuente che si ritrovi l’iscrizione ipotecaria senza aver ricevuto alcuna comunicazione di preavviso?
Ecco le strade possibili. Se il contribuente ha ricevuto il fermo o l’ipoteca senza il preavviso a fornire chiarimenti, potrà impugnare la misura davanti alla Commissione tributaria (se il debito originario era tributario), eccependo per l’appunto la mancanza di qualsiasi invito preventivo. In questo caso il giudice dovrà applicare il dettato delle Sezioni unite, accogliendo il ricorso.   L’interessato potrebbe in qualunque momento impugnare l’ipoteca o il fermo, anche se di molto tempo anteriori, eccependone l’illegittimità e chiedendone la cancellazione al giudice. E ciò a maggior ragione se non c’è mai stata una formale notifica dell’ipoteca o del fermo, perché in tal caso non possono decorrere termini perentori per l’impugnazione.
Fonte: www.laleggepertutti.it
 
COME ATTIVARE LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 29 Ottobre 2014 17:24

Procedimenti penali c/o il Tribunale Penale di Trani a carico delle società di rating.

Invio Procure speciali

- PROCEDIMENTO PENALE NR. 3942.11 R.G.N.R. (Standard & Poor's)

- PROCEDIMENTO PENALE NR. 3189.12 R.G.N.R. (FITCH)

Gentilissimo utente,

con la presente La informiamo che il prossimo 04 febbraio 2015, presso il Tribunale Penale Collegiale di Trani, grazie alla denuncia presentata da ADUSBEF in persona del Suo Presidente, avranno inizio i procedimento penali a carico degli ex amministratori delle società di rating, Standard & Poor's e Fitch, accusati, tra l'altro, di "manipolazione del mercato, continuata e pluriaggravata", aggravata anche dalla "rilevante offensività" dei comportamenti "perché commessi in danno dello Stato sovrano italiano".

In questi procedimenti possono costituirsi parte civile, a mezzo del vicepresidente nazionale Adusbef, Avv. Antonio TANZA, tutti coloro che sono/erano possessori di titoli di stato italiano o che hanno acquistato/venduto azioni di società italiane: il periodo relativo alle contestazioni della Procura di Trani sono ricomprese tra il mese di Maggio 2011 e il mese di Gennaio. 2012.

Come qualsiasi altro procedimento penale, anche in questo caso è assai arduo prevederne la durata, con eventuali gradi di giudizio tipici del processo penale italiano (I° grado, eventuale ricorso in appello e in cassazione), come è abbastanza difficile fare previsioni sull'entità del risarcimento o altro.

Alla luce delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Trani le responsabilità sono abbastanza evidenti tanto da far sperare, con un alto grado di probabilità, in una vittoria finale che porterebbe ad un risarcimento di tipo economico che si andrà a quantificarsi durante lo svolgersi dei processi.

Il prossimo 04 febbraio 2015, quindi, è l’ultima occasione utile per costituirsi parte civile in entrambi i procedimenti penali.

Al fine di valutare se si è in possesso dei requisiti per partecipare a detti processi, si allega alla presente, form da compilare in ogni sua parte, allegando i documenti ivi richiesti, da inviare, a strettissimo giro vista l’imminenza dell’udienza, via e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o via fax al n. 0836.631656, entro e non oltre il 15 dicembre 2014.

Se dall’esame della documentazione inviataci dovessero emergere i requisiti per la costituzione, sarà ns. premura inviare, a stretto giro, le procure speciali da sottoscrivere necessarie per la costituzione  all’udienza del 04 febbraio 2015.

Si ricorda che il socio Adusbef non dovrà pagare alcuna somma, al di là dell'iscrizione annuale all'associazione di euro 25,00.

Per ogni chiarimento non esiti a contattarci per mail o telefono.

Invio informazioni per la costituzione di parte civile nei processi penali Standard & Poor e Fitch

Cognome_____________________________  Nome:______________________________________

Nato a _______________________________ il ___________________________________________

Cod.Fisc. _________________________________________________________________________ 

Residente in Via ___________________  N°_____ Città ___________________ C.A.P ____________

Provincia ( _____ )        

Telefono  ______________________________ E-mail:______________________________________

Titoli di Stato italiani Acquistati / Titoli azionari italiani / polizze assicurative legate a titoli di stato o azionari italiani

1

Descrizione titolo

Importo

data acquisito/vendita

minusvalenza

2

3

4

5

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7

8

9

Si allega:

1 - copia dell'ordine di acquisto;

2 - copia dell’ordine di eseguito;

3 – copia dell’ordine di vendita/scadenza titolo (eventuale);

4 – documento attestante l’importo realizzato alla scadenza o alla vendita del titolo (eventuale);

5 – documento attestante l’attuale possesso dei titoli;

6 – copia documento d’identità valido e del codice fiscale dell’intestatario (o tutti i cointestatari dei titoli come sopra indicati).

Importo totale investito in Euro _______________________________________________________

Banca dove è stato effettuato l'acquisto ________________________________________________

Lì ______________

Firma______________________________

Tutti i campi del presente prospetto sono obbligatori; tutti gli allegati richiesti sono obbligatori.

Eventuali compilazioni parziali o allegazioni parziali non permetteranno una compiuta valutazione e la richiesta di costituzione non verrà presa in considerazione.

Il presente modulo deve necessariamente essere inoltrato ad Adusbef Vicepresidenza Nazionale, fax 0836631656 e 0832.18.31.434 o via mail all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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