TRIBUNALE PENALE DI MILANO CONDANNA IMPUTATI E ITALEASE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 03 Marzo 2014 12:42
Il Tribunale di Milano, a scioglimento della Camera di Consiglio di tre ore del 27 febbraio scorso, ha condannato  Mazzega, Guidotti, Minolfi e Luvie' ad un anno di reclusione (con sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel casellario giudiziario).
Questi erano  gli ex vertici di Banca ITALEASE, imputati per false comunicazioni sociali, in relazione alla prima semestrale 2008 dell'istituto. Nel dettaglio, la sentenza di condanna riguarda l'allora presidente Lino Benassi, l'ad Massimo Mazzega e gli altri tre membri del comitato esecutivo, Mimmo Guidotti, Massimo Minolfi e Massimo Luvie'.
La condanna e' della stessa entita' di quella richiesta dal pm Roberto Pellicano, titolare del fascicolo, secondo il quale la semestrale approvata il 28 agosto 2008 con i conti al 30 giugno dello stesso anno era' "un bilancio falso che non esponeva le reali condizioni della societa' a quella data".
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno anche condannato Banca ITALEASE al pagamento di una multa di 450mila euro e alla confisca di 58,9 milioni di euro.
Per chi si è costituito parte civile tramite la nostra Associazione sarà più facile adesso ottenere il risarcimento dei danni.
Le motivazioni della sentenza verranno pubblicate entro 30 giorni. La sentenza può essere appellata.
 
LE NOVITA' DEL DECRETO DEL FARE PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 27 Febbraio 2014 18:56

Blocco del pignoramento dell'abitazione principale,

divieto di fermo amministrativo per i veicoli strumentali

e limite di un quinto al pignoramento dei beni indispensabili all'impresa e al professionista.

Al di là della chance delle 120 rate, le novità apportate dal Dl 69/13 (decreto «del fare») in materia di riscossione sono molte e di grande impatto operativo.
Cominciando dalle procedure immobiliari, la modifica più rilevante è il divieto di espropriazione dell'abitazione principale. Questo divieto opera in presenza di quattro condizioni. Innanzitutto, deve trattarsi dell'unico immobile posseduto dal debitore. Inoltre, il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa. Ne consegue che se il debitore abita in un immobile a uso ufficio la copertura non opera. Non deve però essere una casa di lusso, a prescindere dalla categoria catastale ufficiale, né appartenere alle categorie A8 (ville) o A9 ( castelli). Infine, il debitore deve avere residenza anagrafica nell'unità in esame.

L'abitazione principale è tuttavia ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro. La disciplina dell'ipoteca infatti non è stata modificata. Sempre restando in tema di pignoramenti immobiliari, è stato elevato da 20mila a 120mila euro il limite minimo di importo scaduto in presenza del quale l'espropriazione è ammessa. È inoltre necessario che l'espropriazione sia preceduta dal decorso di sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca. Non è ancora chiaro se le nuove condizioni, molto più favorevoli per il debitore, si applichino anche ai pignoramenti già eseguiti e per i quali la vendita all'incanto del bene non sia ancora avvenuta. In attesa di dirimere la questione, Equitalia ha sospeso tutte le procedure in corso alla data di entrata in vigore del Dl 69/13.

Passando ai pignoramenti mobiliari, una novità riguarda il divieto di apposizione del fermo amministrativo per i veicoli strumentali all'impresa e alla professione. A questo scopo, il contribuente deve provare la qualifica di strumentalità entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso di fermo. È stata inoltre recepita con estensioni la disciplina del Cpc in materia di pignoramento di beni indispensabili all'esercizio dell'impresa o della professioni. Questi sono infatti pignorabili nei limiti del quinto del loro valore, solo se l'ufficiale di riscossione non ha rinvenuto altri beni capienti, e anche se il debitore ha forma societaria ovvero presenta prevalenza del capitale investito rispetto al lavoro. Inoltre, in caso di pignoramento di questi beni, il debitore è sempre nominato custode degli stessi e devono decorrere almeno 300 giorni prima della vendita all'incanto.

In tema di pignoramento presso terzi, si è elevato da 15 a 60 giorni il termine entro il quale il terzo pignorato deve versare le somme richieste dall'agente della riscossione. In caso di pignoramento dello stipendio, inoltre, si dispone che con riferimento all'ultimo emolumento accreditato sul conto corrente del dipendente il datore di lavoro sia liberato da qualsiasi obbligo. Ne consegue che il pignoramento esplicherà effetti nei riguardi degli stipendi che matureranno successivamente.
È annunciata l'emanazione di un decreto delle finanze che dovrà elencare i beni assolutamente impignorabili. Sebbene la norma sia collocata nell'ambito dei pignoramenti immobiliari è da ritenersi che la stessa esplichi effetti per le espropriazioni mobiliari.
È stato infine anticipato dal 31 dicembre al 30 settembre scorso il termine entro il quale avrebbe dovuto essere emanato il decreto delle Finanze per fissare le nuove regole di determinazione dell'aggio di riscossione, in riduzione. Fino a quando il provvedimento attuativo non sarà adottato resta però la misura di legge dell'otto per cento.

L'«AGGIO» CERCA ANCORA LA RIDUZIONE
Le novità del decreto «del fare» (Dl 69/2013) in materia di riscossione
Abitazione principale
Divieto di pignoramento in presenza delle seguenti condizioni:
• unico immobile posseduto
• fabbricato con destinazione catastale abitativa
• immobile non di lusso né classificabile come A8 (ville) o A9 (castelli)
• immobile di residenza anagrafica del debitore

Espropriazioni immobiliari
• Elevazione dell'importo minimo del debito a ruolo da 20mila a 120mila euro
• Obbligo della preventiva iscrizione di ipoteca e del decorso di almeno sei mesi da questa
• In caso di vendita all'incanto, possibilità per il debitore di chiedere la stima dell'immobile da parte di un perito designato dal giudice al fine di valutare l'effettivo valore di mercato
• Previsione dell'emanazione di un decreto dell'Economia contenente i beni impignorabili

Espropriazioni mobiliari
• Divieto di fermo amministrativo dei veicoli strumentali all'impresa o alla professione
• Limite del pignoramento dei beni indispensabili all'impresa o alla professione a un quinto del loro valore, per tutti i contribuenti, anche in forma societaria
• In caso di pignoramento dei beni indispensabili, il debitore è designato custode dei beni e il primo incanto non può essere fissato prima di 300 giorni dal pignoramento

Pignoramento presso terzi
• Elevazione da 15 a 60 giorni del periodo entro il quale il terzo pignorato deve versare le somme dovute all'agente della riscossione
• In caso di pignoramento dello stipendio, l'ultima retribuzione accreditata in banca non è soggetta a vincoli né in capo al dipendente né in capo al datore di lavoro

Aggio di riscossione
È stato anticipato dal 31 dicembre 2013 al 30 settembre scorso il termine per la rideterminazione in riduzione dell'aggio di riscossione, per mezzo di un decreto attuativo delle Finanze.

Fonte: Luigi Lo Vecchio Casa24Plus

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Febbraio 2014 19:05
 
PROCESSO FONSAI TRIBUNALE TORINO I° FILONE - COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE ANCORA POSSIBILI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 31 Gennaio 2014 15:55

Fonsai: pubblici proclami ai risparmiatori al processo Ligresti senior

Fonte ASCA

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Gennaio 2014 15:56
 
PROCESSO FONSAI - RESPINTA LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO A JONELLA LIGRESTI PDF Stampa E-mail
Scritto da AL   
Mercoledì 29 Gennaio 2014 16:52
Il GIP di Torino Dott.ssa Recchione, dopo aver emesso un provvedimento che farà giurisprudenza in quanto consente alle parti offese di interloquire sull'istanza di patteggiamento dell'imputato, ha ascoltato i difensori degli investitori presenti in Camera di Consiglio, tra cui quelli di ADUSBEF che si opponevano al patteggiamento di IONELLA LIGRESTI, e lo ha respinto non ritenendo congrua la pena richiesta sia nella misura che per le attenuanti giacchè l'imputata non aveva nemmeno formulato alcuna proposta di indennizzo.
Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Settembre 2015 17:46
 
SI RIAPRE IL CONTENZIOSO RC AUTO 20% PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 13 Dicembre 2013 11:55

COMUNICATO STAMPA


CARO RCAUTO: CASSAZIONE CON SENTENZA 27527 RIAPRE IL CONTENZIOSO SUI RIMBORSI DEL 20% IN PIU’ PAGATI DA MIGLIAIA DI AUTOMOBILISTI SU POLIZZE A CARTELLO COMPAGNIE SANZIONATO DA ANTITRUST CON MULTA 700 MLD DI LIRE.


Buone notizie per migliaia di automobilisti che subirono un salasso da accordi di cartello tra le maggiori compagnie di assicurazioni già sanzionato dall’Antitrust con una multa da 700 miliardi di vecchie lire, che avranno il sacrosanto diritto al rimborso dell’aumento del 20% del costo delle polizze Rca pagato per gli anni 1996-2000, oggetto del verdetto dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza che, con la decisione 8.546 del 2000, ha sanzionato le società assicuratrici per aver stretto una “intesa orizzontale” con il risultato che in Italia le polizze erano più care che nel resto d’Europa.

La Corte di Cassazione con la sentenza n.27527 della Terza sezione civile depositata martedì 10 dicembre 2013,  riapre la possibilità dei rimborsi azionati da migliaia di automobilisti, che nei primi anni duemila a seguito della condanna Antitrust al cartello delle compagnie, avevano maturato il diritto al risarcimento del 20% sui premi pagati in più e come al solito sottratto dal Governo dell’epoca ai Giudici di Pace e devolute dal 2007 alla competenza delle Corti di Appello, con la data della prescrizione che decorre dalla pubblicazione del provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust,base certa del diritto al rimborso.
La Suprema Corte accogliendo il ricorso di un automobilista campano contro la decisione con la quale la Corte di Appello di Napoli, nel 2006, aveva escluso che la società assicuratrice da lui chiamata in causa nel 2003 per l’illecito caro-polizza dovesse restituirgli alcunchè per gli anni da assicurato 1997-2000 e che, comunque, il diritto alla restituzione si era in parte prescritto. Pertanto il ricorrente potrà essere rimborsato di circa 1.051,85 euro più interessi, cifra pari al 20% dei premi pagati per i tre anni richiesti, compreso il 1997 che secondo i giudici napoletani – ora sconfessati – si era prescritto essendo trascorso, nel 2003, il termine dei cinque anni.
Inoltre, in favore degli automobilisti salassati, la Cassazione obietta che se è vero che l’Antitrust ha sanzionato l’ipotesi di intesa illecita e non quella del cartello dei prezzi, tuttavia “non è esatto però sostenere che il Garante non si sia affatto pronunciato sul collegamento causale tra l’intesa illecita e l’abnorme incremento dei premi che ne è conseguito”. “Ha formulato al contrario – proseguono gli ermellini – ampi rilievi in proposito, tali da giustificare la presunzione, o quanto meno da prospettare significative ragioni di sospetto, circa la sussistenza di un tale collegamento”.
La stessa Agcm – nota l’alta Corte – ha evidenziato che “lo scambio di informazioni è andato ben oltre le finalità, lecite e fisiologiche per le imprese del assicuratrici, di comunicarsi i dati rilevanti per la determinazione del premio puro e si è esteso a comprendere i dati sensibili che concorrono a determinare il premio commerciale”, creando un “equilibrio di mercato collusivo, anche in assenza di accordi espliciti sui prezzi”. Rimandando la causa ai magistrati d’appello, gli ermellini li ammoniscono a ricordarsi che “indicazioni emerse in sede comunitaria” ritengono sia “sommo interesse dell’ordinamento giuridico economico” assicurare il risarcimento alle vittime delle violazioni al libero mercato, “anche in funzione preventiva e dissuasiva rispetto ad ulteriori illeciti” e ai danni che ne “derivano alla collettività intera”.
Adusbef e Federconsumatori, che avevano fatto una dura battaglia denunciando all’Antitrust il salasso delle compagnie, daranno assistenza legale a migliaia di assicurati scippati dal cartello  Ania-Isvap-Compagnie, a favore delle quali il Ministro Marzano aveva confezionato l’ennesimo regalo con la devoluzione dei ricorsi - che costavano più dei rimborsi dovuti - alle Corti d’Appello e non più ai Giudici di Pace, come precedentemente previsto dalla normativa.
 
CLASS ACTION MONTE DEI PASCHI SIENA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 11 Dicembre 2013 09:24
(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Gli avvocati ADUSBEF hanno chiesto l'ammissibilità della class action contro Banca Mps aperta a tutti i risparmiatori che hanno acquistato azioni in occasione dell'aumento di capitale di giugno 2011, per accertare la responsabilità della banca ed il risarcimento dei risparmiatori, tratti in inganno dalle informazioni contenute nel prospetto informativo dell'aumento di capitale depositato in Consob il 17 giugno 2011. ''I dati contenuti nei bilanci MPS e nel prospetto informativo - secondo l'Adusbef - erano assolutamente errati, incompleti e fuorvianti, al punto da trarre in inganno i risparmiatori. E' evidente, infatti, che laddove dalla lettura dei bilanci e dall'esame del prospetto informativo fosse emersa una situazione economico-finanziaria della società meno solida, i risparmiatori avrebbero effettuato delle scelte di investimento differenti. Il danno subito dai risparmiatori, diventa evidente se si considera che i titolari di azioni Mps hanno subito una perdita, rispetto a quella registrata per i titoli delle banche quotate alla borsa di Milano, più alta del 16% (dati dall'8 luglio 2011 fino al 14 marzo scorso) mentre le principali irregolarità del prospetto informativo riguardano l'avviamento, i crediti verso la clientela, i crediti per imposte anticipate e gli strumenti finanziari derivati'' .
 
Processo Fonsai Torino c’è ancora tempo fino al 13.12.2013 per la costituzione di parte civile PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 05 Dicembre 2013 12:26
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L’Avv. Costelli di Adusbef costituisce parte civile un gruppo di risparmiatori

 

Ieri si è svolta la prima udienza del processo torinese contro Ligresti e compari per la vicenda FONSAI. Adusbef si è costituita parte civile con tutti i risparmiatori che si sono rivolti all’Associazione.

 

Siccome il processo è stato rinviato alla prossima udienza del 13 dicembre tutti coloro che hanno investito nella azioni FONSAI prima del 28.4.2011 possono costituirsi ancora parte civile per chiedere i danni agli imputati in caso di condanna.

 

Chi è interessato dovrà rivolgersi con urgenza alla nostra sede di Milano oppure agli altri avvocati di Adusbef che stanno seguendo il caso (Avv. Tanza e Avv. Ruggeri).

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Dicembre 2013 16:51
 
FONSAI: ANCHE GIULIA CHIEDE PATTEGGIAMENTO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Lunedì 04 Novembre 2013 15:28

Fonsai: anche Jonella Ligresti vuole patteggiare

Dopo lo scandalo delle intercettazioni telefoniche che hanno coinvolto anche il ministro Cancellieri vuole patteggiare anche Jonella Ligresti, in carcere da luglio per l'inchiesta Fonsai della Procura di Torino. A quanto si apprende, la donna avrebbe intenzione di patteggiare una pena e la proposta sarebbe di 3 anni e 4 mesi. Già sua sorella Giulia aveva patteggiato a inizio settembre una condanna a due anni e 8 mesi.Per Jonella e il padre Salvatore la procura aveva chiesto il giudizio immediato
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Novembre 2013 15:28
 
VICENDA FONSAI. PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 29 Ottobre 2013 17:16

Fonsai: chiuse indagini su attuario

Nove indagati in rito ordinario per il presunto buco di bilancio

(ANSA) - TORINO, 29 OTT - Nell'ambito dell'inchiesta Fonsai la procura di Torino ha chiuso le indagini anche sull'attuario Fabio Gismondi, che aveva ricevuto un avviso di garanzia solo la settimana scorsa. Salgono così a nove (compresa la stessa Fonsai e Paolo Ligresti, figlio di Salvatore Ligresti) le figure indagate nel procedimento che si sta sviluppando con il rito ordinario. Il giudizio immediato è invece stato chiesto e ottenuto per Salvatore Ligresti, per la figlia Jonella e per tre ex dirigenti.
 
FONSAI: INIZIA IL PROCESSO PENALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Ottobre 2013 15:14
Il Giudice delle Indagini Preliminari di Torino ha accettato la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura della Repubblica di Torino per cinque indagati nell’inchiesta FONSAI.
L’udienza per il giudizio immediato si terrà il prossimo 4 dicembre 2013 davanti al Tribunale Penale di Torino in composizione collegiale nei confronti di Salvatore Ligresti, la figlia Jonella ed i tre manager che a luglio furono colpiti da un ordine di custodia cautelare: Antonio Talarico (vice Presidente del gruppo assicurativo all’epoca dei fatti contestati), Fausto Marchionni (ex Amministratore Delegato) ed Emanuele Erbetta (ex Direttore Generale).
I fatti contestati riguardano le false comunicazioni sulle irregolarità di bilancio 2010.
ADUSBEF Lombardia è a disposizione per assistere gli azionisti nella costituzione di parte civile nel suddetto procedimento penale al fine di ottenere ilrisarcimento dei danni morali e materiali.
Chi è interessato dovrà mettersi urgentemente in contatto con la nostra sede di Milano telefonicamente allo 02/48517265 o via mail e riceverà tutte le informazioni dettagliate.
L’assistenza nel procedimento penale da parte della nostra Associazione attraverso i suoi legali comporterà la sua iscrizione come socio sostenitore e il conferimento di apposita delega per la costituzione di parte civile oltre alla consegna della documentazione occorrente a comprovare l’acquisto delle azioni delle società Fondiaria-Sai Spa, Milano Assicurazioni Spa, Premafin Spa e Unipol Spa.
Anche ADUSBEF si costituirà parte civile in proprio in quanto è stata la prima a denunciare i misfatti di Ligresti e compari nonché le omissioni vergognose delle Autorità che avrebbero dovuto vigilare sull’operazione.
Allegati:
Scarica questo file (FONSAI .pdf)FONSAI .pdf
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Ottobre 2013 08:36
 
VICENDA "CONVERTENDO" BPM C'E' ANCORA TEMPO PER PRESENTARE DOMANDA DI CONCILIAZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da AL   
Venerdì 27 Settembre 2013 14:52

RICORDIAMO CHE E' ANCORA POSSIBILE PRESENTARE DOMANDA DI CONCILIAZIONE PER CHI HA INVESTITO NEI PRODOTTI FINANZIARI BANCA POPOLARE DI MILANO DENOMINATI "CONVERTENDO" .

PER TUTTE LE INFORMAZIONI POTETE RIVOLGERVI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE.

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Settembre 2015 17:46
 
Campagna "METTIAMOCI IN GIOCO" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Ottobre 2013 09:37

ADUSBEF Lombardia aderisce alla campagna contro i rischi del gioco d'azzardo "METTIAMOCI IN GIOCO"

SCARICA GLI ALLEGATI

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Ottobre 2013 09:44
 
LIBRETTI DORMIENTI: ISTRUZIONI PER L'USO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 27 Settembre 2013 16:02

Hai trovato un vecchio libretto in qualche cassetto? Non buttarlo! Potresti ancora recuperare dei soldi.

Scarica le istruzioni allegate e contatta la nostra Associazione

Allegati:
Scarica questo file (Libretti dormienti ISTRUZIONI PER L\'USO.pdf)libretti dormienti
 
PER IL CALCOLO DELL'USURA SI COMPRENDE TUTTO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 27 Settembre 2013 14:40

Ancora una importante sentenza che conferma la tesi di ADUSBEF.

La Cortre dAppello Milano con la sentenza 17 luglio 2013 - Pres. Maria Rosaria Sodano - Est. Carla Romana Raineri ha infatti stabilito in una causa relativa ad un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio di u consumatore, che per la determinazione del tasso ai fini della verifica dell’usura l'indagine deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse solo quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. In tale prospettiva deve essere ricompresa, nel calcolo del tasso praticato, anche la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia del rimborso del mutuo.

I Giudici della Corte hanno anche precisato che le direttive e le istruzioni della Banca d’Italia, quale organo di vigilanza ed indirizzo delle banche e degli operatori finanziari, non sono vincolanti per gli organi giurisdizionali, non essendo fonti normative.

Ricordiamo che la nostra Associazione è a disposizione degli utenti per verificare se la banca o la finanziaria ha tenuto una condotta usuraria per mutui, conti correnti, finanziamenti ed erogazioni varie per credito al consumo, o a imprese.

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Settembre 2013 14:45
 
FONSAI: GIULIA LIGRESTI PATTEGGIA LA PENA PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Venerdì 20 Settembre 2013 16:24

Fonsai, Giulia Ligresti
libera dopo patteggiamento

Il tribunale di Torino ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati Alberto Mittone e Gianluigi Tizzoni. La donna lo scorso 3 settembre aveva patteggiato 2 anni e 8 mesi

Giulia Ligresti, Jonella Ligresti, Salvatore Ligresti e Paolo Ligresti (Imagoeconomica)
Giulia Ligresti, Jonella Ligresti, Salvatore Ligresti e Paolo Ligresti (Imagoeconomica)

Roma, 19 settembre 2013 - E' tornata in libertà Giulia Ligresti, figlia di Salvatore Ligresti, che si trovava agli arresti domiciliari: il tribunale di Torino ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati Alberto Mittone e Gianluigi Tizzoni. La donna, lo scorso 3 settembre, aveva patteggiato 2 anni e 8 mesi, uscendo dall’inchiesta Fonsai.

 
G-FOREX - RIAZ PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Martedì 17 Settembre 2013 17:25

Gforex, si pensa alla class action

Fonte: www.economiawb articolo di
In 400 hanno perso 26 milioni. Pensano di agire contro chi ha autorizzato l'operatore.

 

Circa 26 milioni di euro spariti nel nulla e 400 investitori italiani truffati, per una cifra che supera in media i 60mila euro a testa. Sono questi i numeri del crack della Gforex, società specializzata nell’intermediazione sui cambi, protagonista dell’ennesimo episodio di risparmio tradito. E’ una vicenda intricata, quella di Gforex  su cui non si riesce ancora  fare chiarezza, a oltre un anno di distanza dal fallimento della società.
DA MILANO A DUBAI.
Né la magistratura, che sta indagando, né le stesse vittime del raggiro sono state infatti capaci  (almeno per adesso) di venire a capo dei complessi passaggi di denaro incanalatisi su diverse piste internazionali: da Milano alla Svizzera fino agli Emirati Arabi, per finire nelle tasche di Mahmood Riaz, uno strano personaggio di origine  pakistana che vive e lavora a Dubai. E’ proprio a Riaz e alla sua Gtl trading (una piattaforma per la negoziazione delle valute) che la Gforex  ha affidato negli anni scorsi il compito di eseguire le operazioni per conto dei propri clienti, i cui soldi venivano raccolti tramite una rete di promotori finanziari e poi investiti  in diverse gestioni sul mercato dei cambi (il Forex), con differenti profili di rischio. Lo scorso anno, però, in questo complesso meccanismo qualcosa si è inceppato: nel maggio del 2011, infatti la Gforex ha fatto sapere all’improvviso a tutti i clienti che i loro soldi  erano bloccati,  per problemi  con la controparte di Dubai, cioè la Gtl di Riaz, che aveva inibito l’accesso alla  propria piattaforma, senza però restituire un euro delle somme ricevute in gestione  dall’Italia.
L’INIZIO DEL CALVARIO.
Da lì in poi, per 400 risparmiatori è iniziato un vero e proprio  calvario: in pochi mesi, Gforex è stata costretta a portare i libri in tribunale e a dichiarare fallimento mentre il fondatore della società, Claudio Di Fonzo (un manager con alle spalle qualche breve esperienza nella consulenza, presso Webegg,  e come addetto al marketing alla Popolare di Lodi) si è subito dichiarato vittima anche lui di un  raggiro. Le responsabilità del crack,  a detta Di Fonzo, sarebbero infatti tutte da imputare a Riaz che, tra l’altro, oggi continua a operare indisturbato a Dubai, con attività imprenditoriali abbastanza variegate,  che spaziano dalla finanza all’agricoltura. I clienti di Gforex, però, non sono affatto intenzionati a mollare la presa: rivogliono indietro i soldi anche se le loro speranze di affievoliscono ogni giorno che passa. Dopo essersi insinuati al passivo fallimentare della società e aver presentato diverse denunce alla procura di Milano,  ora i 400 risparmiatori finiti nella rete di Riaz chiedono  risposte concrete: «Dalla magistratura non abbiamo più avuto notizie», dice un cliente della società che risiede in provincia di Agrigento, «e non sappiamo a che punto si trovi l’eventuale rogatoria internazionale avviata per chiedere il conto a Riaz».
AFFARI IN LUSSEMBURGO.
Tuttavia, i 400 risparmiatori traditi esigono  risposte anche da Di Fonzo che dice di essere stato raggirato  dal titolare della Gtl Trading,  pur essendo stato suo partner in affari.
Nel 2010, infatti, Di Fonzo  ha fondato assieme allo stesso Riaz  una società a responsabilità limitata in Lussemburgo: la Equis Sarl, che ha come oggetto sociale l’acquisizione di partecipazioni tramite fondi comuni di investimento specializzati.
Inoltre, dopo aver scritto anche al ministero degli esteri e a diversi parlamentari, adesso i clienti della Gforex non escludono neppure  di avviare una class action (un’azione giudiziaria collettiva) contro le autorità di vigilanza, che non avrebbero controllato adeguatamente le attività di Di Fonzo e soci. Gforex era infatti un intermediario regolarmente autorizzato dalla Banca d’Italia  a operare nella negoziazione delle valute.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Settembre 2013 17:37
 
11 BANCHE COMMISSARIATE. PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Sabato 14 Settembre 2013 16:26

Il Deposito Sicuro (ma non troppo) di Banca Marche

La necessità di capitali ha probabilmente indotto Banca delle Marche a offrire il Conto deposito Sicuro (il nome sembra beffardo) con rendimenti particolarmente interessanti.

AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA - Sono 11 le banche in amministrazione straordinaria secondo quanto comunica la Vigilanza della Banca d'Italia, che ha reso noto l'elenco delle aziende di credito oggetto di provvedimenti straordinari. Sono soprattutto le Bcc a segnare il maggior numero di istituti sotto amministrazione straordinaria: si tratta in particolare delle Bcc di Monastier e del Sile, di S.Francesco, del Veneziano, di Euganea e Ospedaletto, di Alberobello e Sammichele di Bari. L’elenco prosegue con la Cr della Provincia di Teramo (Banca Tercas), e la Banca Popolare di Spoleto, oltre alla Cr di Ferrara e l'Istituto per il Credito Sportivo. Tra gli intermediari non bancari, Spoleto Credito e Servizi Società Cooperativa. Mentre appartengono sempre alla categorie delle Bcc e banche di credito cooperativo, le altre due banche: Banca dei Due Mari Credito Cooperativo e Banca Credito Cooperativo di Bene Vagienna.

BANCA MARCHE - Il 27 Agosto scorso Banca D’Italia ha disposto il commissariamento di Banca Marche: gli organi dirigenziali dell’azienda (Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale) sono stati esonerati per un periodo di tempo pari a 60 giorni, mentre la conduzione della banca è stata affidata a commissari speciali, che operano sotto lo stesso controllo della Banca D’Italia.

NORMALE ATTIVITA’ - Durante questa procedura  l’istituto può continuare a svolgere regolarmente la propria attività, mentre l’onere dei commissari è quello di condurre l’attività aziendale secondo criteri di “sana e prudente gestione” e individuare iniziative volte al rafforzamento patrimoniale. L’urgenza di sottoporre a gestione provvisoria Banca Marche è scaturita durante la presentazione della semestrale; le perdite, contabilizzate durante i primi 6 mesi di attività del 2013 (derivanti da una rettifica al ribasso del valore dei crediti), sono pari a 232 milioni di euro e si vanno ad aggiungere ai 526 milioni di perdita relativi all’esercizio 2012. Sulla base di questi dati è emerso che la banca disponeva di un patrimonio inferiore a quello sancito dalla regolamentazione di Basilea e non potendo procedere in tempi rapidi all’aumento di capitale, si è optato per il suo commissariamento.

CONTO DEPOSITO SICURO - La necessità di capitali ha probabilmente indotto Banca delle Marche a offrire il Conto deposito Sicuro (il nome sembra beffardo) con rendimenti particolarmente interessanti. Da qui scaturisce la riflessione, valida in ogni contesto finanziario, per cui per poter spuntare rendimenti elevati occorre sopportare rischi più alti. In sostanza occorre ponderare se il maggior rendimento atteso sia il giusto compenso per i maggiori rischi sobbarcati.

IL FONDO INTERBANCARIO - A prescindere comunque dal caso di banca Marche, è bene sapere che in Italia, per i depositi inferiori a cento mila euro vige la tutela del Fondo Interbancario di tutela dei depositi (FITD). Quest’ultimo salvaguarda  conti correnti  e depositi di ciascun cliente con una copertura massima di 100mila euro (in caso di conto cointestato la copertura è quindi pari a duecento mila euro). Il fondo si alimenta con il contributo monetario di tutte le banche aderenti; sostanzialmente i fondi disponibili possono salvaguardare i correntisti di banche di piccole dimensioni; infatti di fronte a un evento sistemico che coinvolgerebbe contemporaneamente più istituti bancari di grandi dimensioni, sarebbe arduo avere la totale copertura. In via prudenziale, comunque è preferibile affidarsi a banche “di interesse sistemico” identificate dal Financial Stability Board come "troppo grandi per fallire" (fra le 29 individuate c’è solo Unicredit fra le banche italiane) o diversificare il rischio “spalmando” i propri risparmi presso più istituti senza superare la soglia dei cento mila euro.

Fonte: Pietro Di Lorenzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.contosulconto.it

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Settembre 2013 16:29
 
L' OMBRA DELLA MASSONERIA SUL CASO FONSAI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 11 Settembre 2013 16:33

ROMA – “Hanno detto papale papale che la massoneria ha deciso così, l’hanno detto proprio senza mezzi termini…”: con questa frase, tratta dalle telefonate intercettate tra l’amministratore delegato di Fonsai, Fausto Marchionni, e Alberto Alderisio, professore esperto in pubbliche, l’ombra della massoneria si allunga sull’inchiesta che ha portato in carcere tutta la famiglia Ligresti, il manager Emanuele Erbetta, e Marchionni ai domiciliari.

I dettagli sono raccontati da Ottavia Giustetti su Repubblica, che descrive Alderisio come “l’uomo del silenzio, il guardiano della cassaforte dei segreti della famiglia Ligresti”.

Alderisio è stato convocato a Firenze come testimone mercoledì 11 settembre. In una telefonata all’amministratore delegato di Fonsai Marchionni, riportata da Ottavia Giustetti, parla così del proprio ruolo nel gruppo assicurativo: ”Avevo un contratto per accontentare il presidente”.

Tra le attività di Alderisio per la famiglia Ligresti, scrive Giustetti, procurare gli elicotteri per i figli, predisporre i loro viaggi alle Cayman, ma anche raccogliere lo sfogo dei manager scontenti, ricordando loro che il «silenzio» resta il migliore investimento per il futuro.

In un’altra telefonata con Marchionni Alderisio gli confida: “Io ho conosciuto personaggi di grandissimo rilievo nel mondo economico-bancario che oggi sono al vertice, ancora in giro, tranquilli e sereni e con posti importanti, però hanno saputo stare un po’ zitti,buoni e tranquilli come te”.

Secondo gli inquirenti, scrive Giustetti, alcune di queste telefonate spiegherebbero “molti silenzi a tutti i livelli della catena di testimoni e indagati nell’inchiesta per falso in bilancio.

Parlando dei reportage giornalistici sull’attività degli organi di vigilanza trasmessi in quei giorni, l’8 ottobre 2012, Alderisio fa intendere di aver deliberatamente sviato l’attenzione dai vertici dell’azienda Fonsai e i loro ruoli nella fusione con Unipol. E l’amministratore delegato gli risponde: «Hanno detto papale papale che la massoneria ha deciso così, l’hanno detto proprio senza mezzi termini… e poi han fatto tutto, e quelli che si mettevano contro il potere costituito è meglio che andassero via perché questa è la decisione». E Alderisio: «Sì, quello fuori, quell’altro si è dimesso, uno è morto». Il riferimento è quasi certamente a Massimo Pini, ritenuto il «pontiere» tra la famiglia Ligresti e Mediobanca, morto nell’estate di quell’anno. É quel che gli chiederanno i magistrati. Insieme a tutto il resto. Come, per esempio, che cosa intendeva quando parlava di «contropartita» per convincere il confidente Marchionni a investire con il silenzio sul suo futuro.

 
DERIVATI CONTESA GABANELLI TREMONTI PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Mercoledì 04 Settembre 2013 17:33

Corriere della Sera, la contesa Gabanelli-Tremonti sui derivati

04 - 09 - 2013Elisa Maiucci

Tremonti500

Derivati sì, derivati no. La potenza di questi strumenti finanziari, generalmente connotati da alti tassi d’interesse e quindi da rischi proporzionati, ha attratto privati e non solo. L’esito è stato catastrofico per esempio con i contratti Alexandria e Santorini stipulati da Mps. Ma a farne ricorso sono state, e lo sono anche amministrazioni pubbliche, centrali e non. Il tema torna a far discutere sul Corriere della Sera la giornalista Milena Gabanelli e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, accusato dalla giornalista sul Corriere della Sera di ieri di aver favorito e favorire oggi il ricorso alla speculazione da parte della Pa e delle imprese.

L’ingresso nell’eurozona dell’Italia grazie ai derivati

I rischi della sottoscrizione di derivati da parte dell’Italia sono balzati sulle prime pagine a giugno, quando il Financial Times ha parlato delle perdite miliardarie, 8, in cui potrebbe incorrere l’Italia. Ma nessuno scandalo. “Che fossimo riusciti ad entrare nell’euro anche grazie a queste operazioni è cosa nota – ha spiegato a Formiche.net Mario Baldassarri, ex viceministro all’Economia (dal 2001 al 2006) e presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato -. L’Europa lo sa. Senza l’uso di questi strumenti non saremmo mai riusciti a raggiungere un deficit del 2,7% nel 1998, l’anno cruciale per l’approvazione del suo ingresso nell’euro”, ha proseguito.

Rischi e tentazioni

Certo, ha commentato Baldassarri, “si sta spalmando il debito sui prossimi anni, ma queste operazioni si fanno in tutto il mondo, e l’Italia non spicca per il loro utilizzo. E’ normale che il Paese con il terzo debito al mondo sia tentato di approfittarne per tenerlo sotto controllo, aumentando un rischio che con il tempo, comunque, può rivelarsi negativo o positivo”.

La proposta di Tremonti e le accuse di Gabanelli

Ma la nuova proposta del senatore Giulio Tremonti per la regolamentazione del ricorso ai derivati, con il divieto di registrare ex ante gli effetti di questi contratti, secondo Gabanelli permetterebbe alle società di nascondere le loro scommesse fino a quando l’investimento nella bomba derivati non dovesse esplodere. “Senza tanti clamori – ha sottolineato sul Corriere della Sera di ieri – il 15 luglio scorso ha presentato il seguente disegno di legge che andrà in discussione con la riapertura dei lavori parlamentari: ‘Onorevoli senatori, i contratti cosiddetti derivati sono tra i principali fattori di lievitazione della massa finanziaria globale. E, per questa ragione, sono tra i principali originatori della crisi finanziaria globale ancora in atto’. Ma non fu proprio un decreto di Tremonti nel 2003 ad autorizzare gli enti locali a procurarsi risorse stipulando questi contratti senza misure di controllo? Da allora via libera a banche, prevalentemente estere, che hanno allettato funzionari pubblici che nella migliore delle ipotesi non capivano cosa stavano firmando, e in cambio di un po’ di cassa (speriamo solo per l’ente) hanno strangolato per i secoli a venire Comuni, Province e Regioni. la proposta di legge dell’ex ministro Tremonti”.

Divieto di registrazione ex ante e perdite nella nota integrativa

La proposta di legge di Tremonti – prosegue Gabanelli – è costituita da un solo articolo, ma sufficiente per occultare tutta la finanza scomoda dai bilanci delle imprese: a) obbligo per le società dell’iscrizione dei contratti derivati nella nota integrativa; b) divieto per le società dell’iscrizione ‘ex ante’ degli effetti degli stessi contratti; c) obbligo per le società dell’iscrizione solo ‘ex post’ degli effetti degli stessi contratti. “In altre parole: se con un prodotto si rischia di perdere 1.000, la cosa rileva per il bilancio solo quando ci sarà stato realmente un esborso di 1.000. Alla faccia della contabilità-base che prevede appositi accantonamenti proprio perché se c’è un rischio il bilancio deve tenerne conto appena quel rischio viene assunto. Alla faccia dello IAS39, lo standard internazionale di contabilità degli strumenti finanziari, adottato dall’Unione europea nel 2004. Quindi non misurare i rischi, non prevenirli, ed esporre il nostro asset migliore, cioè il risparmio, all’assedio delle banche estere. Le imprese italiane soffrono il credit crunch? Consentiamogli di affidarsi ignare alla finanza speculativa o di fare derivati a go-go”, ha concluso Gabanelli.

La replica di Tremonti

E sulle pagine del Corriere è arrivata oggi la replica dell’ex ministro dell’Economia, che evidenzia invece di essersi sempre opposto alla speculazione finanziaria tramite derivati. “All’opposto di quanto scritto da Gabanelli, sono stato io, come ministro, prima a disciplinare i derivati degli enti locali (art.41, Legge finanziaria n. 448/2001) e poi a vietarli (art.3 Legge finanziaria n. 203/2008)”.

Come vanificare l’interesse per la finanza derivata

Secondo Tremonti la contabilizzazione dei derivati solo alla scadenza evita di sfruttare questi strumenti in modo distorto, registrando profitti su cui invece non si ha nessuna certezza, e che, anzi, potrebbero rivelarsi buchi clamorosi. “Diversamente da quanto scrive Gabanelli – prosegue Tremonti – gli effetti delle due proposte non sono ‘pro’, ma all’opposto ‘contro’ la speculazione finanziaria. In specie, l’obbligo di contabilizzare i risultati dei derivati solo alla scadenza blocca in radice la convenienza al loro uso distorto e/o tossico, così i derivati non potendo più essere usati come strumento per la fittizia ed anticipata creazione di ‘valore’ (sic)! È così che si vanifica all’origine l’interesse a fare finanza derivata e/o deviata. A mio parere la norma funziona a 360 gradi: se non c’è la prospettiva di profitto da una parte, non c’è infatti neppure rischio di perdita dall’altra. Ferme in ogni caso e non derogate le generali regole di prudenza contabile. Se Gabanelli mi convince tecnicamente, posso comunque emendare la mia proposta, prevedendo che le perdite non solo si segnalano nella ‘Nota integrativa’, ma anche si contabilizzano in bilancio. Ma solo le perdite, non i profitti, questi assolutamente no!”, ha concluso Tremonti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Settembre 2013 17:57
 
PROROGA CONCILIAZIONI BPM CONVERTENDO PDF Stampa E-mail
Scritto da A.L.   
Giovedì 01 Agosto 2013 08:56

La presente per comunicare che è stata disposta una proroga delle conciliazioni paritetiche tra la Banca Popolare di Milano e le Associazioni, tra cui la nostra.

Le domande di conciliazione potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2013 e la trattazione delle pratiche continuerà pertanto fino alla fine di giugno 2014.

Siamo, come sempre, a disposizione dei nostri associati per fornire le delucidazioni e l'assistenza del caso.

 

 
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